​​Ventisette anni, un percorso di studi allo IUAV di Venezia e all’ ECAL di Losanna, tante collaborazione all’attivo con diverse realtà aziendali: ecco un ritratto di Giorgia Zanellatouna delle giovani protagoniste della Milano Design Week 2014. Con lei, dopo la pausa estiva, riprende l’appuntamento mensile con le interviste alla scoperta delle donne architetto/designer italiane.

INTERVISTA A GIORGIA ZANELLATO_COSEBELLEMAGAZINE_00 @Shek Po Kwan

Giorgia Zanellato in un ritratto di Shek-Po-Kwan

Cosebelle Magazine: Ciao Giorgia, iniziamo con le nostre autopresentazioni “di rito”! Ci racconti chi sei a partire della tua città del cuore?
Giorgia Zanellato: 
Ciao Cosebelle! La mia città del cuore è sicuramente Venezia. Amo molto viaggiare e mi innamoro spesso di qualcosa in ogni città. Venezia però rimane sempre per me una città magica, con un’atmosfera difficile da descrivere ma che si percepisce appena ci si mette piede. E’ una città che mi è mancata molto durante i miei studi in Svizzera, motivo per cui, insieme al mio collega ed amico Daniele Bortotto, abbiamo deciso di dedicarle una collezione, Acqua Alta. Ogni città diventa facilmente fonte di ispirazione per la storia che racchiude in sé, ma anche per le sue caratteristiche che la rendono diversa dalle altre. Nel caso di Venezia, abbiamo considerato in particolare il fenomeno dell’acqua alta, analizzandone gli effetti sulla città, ed interpretandoli in oggetti. Il risultato è una collezione molto personale, narrativa e che racconta la città che amo attraverso il mio strumento, il design.

Aqua Alta Collection

Aqua Alta Collection

Aqua Alta Collection

Aqua Alta Collection

CB: Da ottobre 2011 sei parte di Fabrica, il centro di ricerca e comunicazione di Benetton: ci racconti come si presenta il tuo ambiente di lavoro e come è organizzata la tua giornata all’interno del centro?
GZ: 
Fabrica è un’ambiente molto stimolante e creativo, oltre che bello di per sè. E’ diviso in vari ambienti, ovvero dipartimenti specializzati in ambiti diversi: product design, interaction design, colors magazine, musica, video, fotografia ed altri. Ogni dipartimento ha una decina di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo che collaborano insieme ed in maniera interdisciplinare, lavorando a progetti di ricerca personali e per clienti esterni.
Il risultato è una varietà di lingue e culture vastissima che diventa il punto di forza di Fabrica e il perché mi piace così tanto. Una giornata tipo è molto varia, ma spesso si articola come un “tradizionale” studio di design, con la grande possibilità di poter collaborare e chiedere aiuto ad altre discipline creative e a persone molto competenti in questi campi. Inoltre un altro aspetto fondamentale è la possibilità continua del confronto con persone che hanno background e prospettive molto diversi tra loro.

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Leaves Collection

La Serenissima Collection for Moroso

La Serenissima Collection for Moroso

​CB: Tappeti, lampade, specchi, mobili, oggetti per la casa: sei molto attiva su diversi fronti del product design e con materiali eterogenei. Hai però una preferenza per un ambito specifico o ti piacerebbe indagare con maggiore forza una materia nel prossimo futuro?
GZ: 
Per il momento non ho ancora una preferenza, mi piace imparare ed esplorare sempre nuovi fronti, nuovi ambienti e soprattutto nuovi materiali. Capita spesso che un progetto nasca proprio dall’innamoramento che ho per un materiale, da cui poi si sviluppa una storia che da vita al progetto. Per Stock Collection, per esempio, ho avuto un colpo di fulmine con delle lastre in metacrilato posate l’una sull’altra al mercato di Istanbul, e da qui è nata un’intera collezione. In futuro mi piacerebbe provare a crescere di più nella ricerca di texture e colori, quindi un approccio forse più grafico, dove mi sento ancora carente. Pertanto chissà, magari orientarmi verso tappeti, ceramiche, piastrelle e carte da parati.

​CB: Ho un debole per la collezione Narciso che racchiude raffinatezza e magia, senza eludere la funzionalità. Come è nata?
GZ: 
Narciso è il mio progetto di diploma e per il mio diploma volevo disegnare qualcosa che mi mettesse alla prova e che mi facesse esplorare una nuova direzione: progettare un oggetto decorativo, un vaso. Orientata al tempo più verso la funzionalità, la mia sfida era quella di riuscire a disegnare un vaso funzionale; e qual’è la vera funzione del vaso? Mostrare i fiori. Pertanto mi sono servita dello specchio come strumento per evidenziare e far risaltare in maniera sempre diversa ogni aspetto del fiore. Il risultato è una collezione di vasi, Narciso, che cambiano sempre a seconda dei fiori che ci sono all’interno. E’ stata un progetto che mi ha insegnato molto, aprendomi le porte verso il mondo dell’industrializzazione, essendo la mia prima serie ad essere messa in produzione dal brand francese Petite Friture.

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Narciso, collezione di vasi

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​CB: Attraverso la tua partecipazione a fiere nazionale/internazionali e anche ai tuoi contatti personali, quali impressioni hai sulle donne architetto/designer italiane?
GZ:
Diciamo che non siamo in tante e che fortunatamente ci conosciamo quasi tutte, almeno nel mondo del design.
E’ bello vedere come siamo piene di energia e come siamo consapevoli delle risorse che da italiane abbiamo nel nostro territorio, così ricco e unico. Mi piace pensare che le donne in questo settore siano sempre più presenti e che prendano sempre più iniziative. Lavorare con artigiani ed industriali cercando di far valere le proprie idee non è sempre facile, ma la sorpresa e la soddisfazione del risultato finale regala sempre nuovi stimoli da entrambe le parti. Molte volte siamo più attente al gusto femminile, con una sensibilità più delicata, che si orienta a sua volta al cliente donna, spesso determinante nell’acquisto di un prodotto.

​CB: Una cosabella
GZ: 
Una giornata in barca nella laguna di Venezia.

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Tutte le interviste di questa serie:

– MILANO DESIGN WEEK 2014, SECONDO COSEBELLE MAG: AMBROSIANA

– COSEBELLE MAG INTERVISTA ARCHUB

– A TU PER TU CON ILARIA INNOCENTI

– COSEBELLE MAG INCONTRA InteriorBE