White Lies

Parlare di una band che si ama quasi all’eccesso è un rischio, un rischio che correrò volentieri, nonostante farò di tutto per essere imparziale.

Siamo sempre a Londra, metà anni ’90. Due bimbi si conoscono alla scuola elementare, si chiamano Jack e Charles. I due, più tardi, stringono amicizia con Will Street, figlio del produttore discografico Stephen Street. Al liceo conoscono un ragazzo mingherlino e basso di statura, ma dalla voce profondissima: si chiama Harry e se la cava piuttosto bene con chitarra e tastiere. Jack e Charles suonano rispettivamente batteria e basso: sembra fatta. Grazie anche all’aiuto di Will, che insieme a Jack fonda Chess Club Records, etichetta indipendente, i tre ragazzini cominciano a comporre con il nome di Fear of Flying, nome poco originale per, onestamente, musica poco originale: ska – funky – testi ironici (spesso forzatamente) e demenziali. L’adolescenza fa spazio alla maturità, ed ecco i primi cambiamenti: Unfinished Business è il primo brano scritto dalla band col nuovo nome White Lies.

Agosto 2007, le label fanno a gara per mettere i tre diciannovenni sotto contratto e per far registrare loro il disco d’esordio. To Lose My Life esce all’inizio del 2009 e finisce primo in classifica nel Regno Unito. C’è chi ha definito l’album quasi un plagio, un palese rimando alle sonorità dei Joy Division e, conseguentemente, alle altre band new wave. Sì, l’aspetto di Harry McVeigh e la sua voce ricordano tantissimo Ian Curtis, ma stando alle sue parole e a quelle della band, nessuno di loro ha mai ascoltato Joy Division. Che sia vero, o che invece abbiano raccontato una bugia innocente, non sta a noi dirlo.

I tre ragazzi nel 2009 partecipano ai più importanti festival europei e statunitensi ed intraprendono per la prima volta un tour europeo come headliners. Il 2010 è l’anno della scrittura del secondo album in studio, che uscirà a gennaio 2011 con il nome Ritual: lo stile musicale prende una direzione più elettronica, quasi industral. Il disco non riesce a bissare il successo del suo predecessore, ma si guadagna un dignitoso terzo posto nella classifica di vendite UK. Nonostante questo, il tour che tutt’ora stanno portando per l’Europa sta registrando numerosi sold-out anche in venue decisamente enormi come l’Heineken Music Hall di Amsterdam.

White Lies passeranno nel nostro paese a breve: il 12 marzo si esibiranno all’Estragon (Bologna) per presentare il nuovo materiale e conquistare il pubblico italiano, non ancora completamente convinto dell’autenticità della band. I ragazzi sembrano sinceri, va bene, sono giovani, però le premesse le abbiamo e sarà solo il tempo a dirci se sia una grandissima montatura o meno. Dopotutto, le bugie hanno le gambe corte.