«If you’re not ready now you’re never going to be»

Oltre che una citazione dal nuovo album degli Afghan Whigs In Spades, uscito il 5 maggio scorso, è anche un memorandum per ricordarvi che manca meno di un mese al Primavera Sound.
E che non è mai troppo presto per iniziare a preparare la valigia per Barcellona. Si comincia dall’agenda meticolosa sugli artisti da vedere, innanzitutto. E dalle novità beauty che ci aiuteranno a non avere una tragica allure da scappate di casa quando, dopo una notte di concerti, non rinunceremo mai e poi mai al Primavera Bits.

Se ho capito bene, una delle fregature dei 30 anni è che sono il sinonimo di un bagaglio di esperienze e conseguenze che inizia a farsi ingombrantuccio. La cervicale, per esempio. Ma anche avere alle – ma sarebbe forse più appropriato dire sulle – spalle tante band e dischi degli anni ‘90. Se ne stanno là, sedimentati nella memoria come gli strati di lasagne e panettone durante la maratona mangereccia delle vacanze di Natale. Dischi, canzoni, suoni rispetto ai quali quelli della mia generazione vivono delle dinamiche che ricordano il cane di Pavlov: li riascolti e associ istantaneamente qualcosa del tuo passato. Della tua vita, in definitiva.
La voce di Greg Dulli ha questo potere evocativo e ipnotico sulle mie emozioni. E poche band, del resto, sono in grado di pizzicare le corde dell’anima più in ombra, quel nascondiglio in cui si annidano i pensieri più marci, come gli Afghan Whigs.
In Spades è il nuovo album degli Afghan Whigs

In Spades è l’ottavo disco in studio degli Afghan Whigs

Se il ritorno degli Afghan Whigs al Primavera Sound fosse un cliché, Greg Dulli salirebbe sul palco avvolto in una nuvola di fumo di sigaretta, con il suo tormento dandy e autoreferenziale da rockstar di un altro decennio, di un altro mondo.
Sarebbe così, se non fosse che persino l’irriducibile Dulli ha rinunciato alle bionde da un po’. E che, per quanto autoreferenziale, il nuovo album degli Afghan Whigs, uscito (ovviamente) per la storica etichetta Sub Pop, mette a sistema le atmosfere notturne, torbide e passionali della band in un contesto più ampio.

Gli Afghan Whigs suoneranno al Primavera Sound Barcelona 2017
Greg Dulli è sempre stato uno che sembra non aver mai visto un briciolo di facilità in nulla. Nemmeno a vent’anni. Nemmeno nel farsi mandare dalla mamma a prendere il latte. Ascoltando In Spades, è evidente come l’ottavo disco degli Afghan Whigs ruoti, ancora una volta, attorno a un difficile gioco di presenza e assenze. Una dolceamara dualità tra fragilità e rancore, tra languore e severità.
Il Diavolo sta nei dettagli e ci mette lo zampino, oltre che nella copertina dell’album, anche in Demon in Profile, traghettando sulle note di un piano verso un singolo perfetto. Stilisticamente, con In Spades gli Afghan Whigs fanno i professori: si concedono evasioni funk (Light as a Feather) mentre, lungo tutta la durata del disco da Arabian Heigths in poi, non prevale mai davvero l’indole rock sul tormento un po’ sbiadito di Greg Dulli.

Ora che il Primavera Sound si avvicina, ma la bella stagione sembra starsene ancora in disparte, In Spades è un disco da mettere su dopo il tramonto. E, se è vero che i demoni appaiono con le tenebre, non spaventatevi: è solo un trucco di quelle vecchie volpi degli Afghan Whigs.

La band suonerà a Barcellona, al Primavera Sound, venerdì 1 giugno 2017. Rimanete aggiornati sul festival più bello d’Europa utilizzando l’hashtag #primaverabello!