La 39a edizione di Artefiera si è conclusa lo scorso lunedì, questi sono i giorni successivi, che come da tradizione per ogni kermesse che si rispetti, sono dedicati ai bilanci e ai commenti.

Questa edizione era l’ultima con il 3 davanti, un compleanno importante, che ha portato con sé conferme e novità. Il polso generale post evento a freddo ci parla di una complessiva soddisfazione, non senza un pizzico di euforia per un’edizione che ha visto nuovamente crescere l’interesse di visitatori, collezionisti e stavolta anche del web.artefiera 2015

A partire dalla vernice di giovedì scorso, Artefiera ha scosso vigorosamente la città intorpidita dai giorni più freddi dell’anno, nell’ultima settimana di gennaio. Sì perché da qualche anno contestualmente ad Artefiera, ha preso vita il progetto Art City, una collaborazione con il Comune di Bologna che ha dato origine a una fitta programmazione di eventi collaterali, che fanno da tratto di unione tra la città e il quartiere fieristico, un ponte che collega il pubblico di Artefiera e i bolognesi, nella pratica fatto di vernissage, aperitivi, mostre, proiezioni e dj set praticamente per tutti i palati.

artefiera 2015

Una Bologna fredda (solo climaticamente) e vivace, la mappa del suo centro storico costellata da indicazioni degli eventi più svariati, che hanno contribuito alla perfezione ad alimentare il mood adatto per un fine settimana di full immersion nell’arte. L’iniziativa culmina con l’Art City White Night, il momento clou del weekend, una notte bianca in cui musei, istituzioni cittadine, associazioni culturali, fondazioni, laboratori aprono le porte fino a tarda serata, accogliendo i visitatori e spingendoli alla riscoperta della propria città. Per l’occasione anche la Pinacoteca Nazionale è rimasta aperta fino alla mezzanotte, per la mostra Too early, too late. Middle East and Modernity/Troppo presto, troppo tardi. Il Medio Oriente e la Modernità, curata da Marco Scotini, visitabile fino al prossimo aprile, e che nel primo weekend di apertura ha registrato ingressi da record.

Cinque in totale le sezioni espositive in cui è articolata Artefiera quest’anno: la Main Section, che ospita i nomi italiani e internazionali più noti e più quotati, a seguire le Nuove Proposte, la sezione dei Solo Show, spazi espositivi dedicati a singoli artisti, un’ampia sezione dedicata alla Fotografia, e per finire il Focus Est, una sezione interamente dedicata alla produzione artistica dell’Est Europa, ma che quest’anno ha scelto di ospitare numerose gallerie orientali e mediorientali, nonché gallerie italiane specializzate in arte asiatica, uno spaccato realistico dello stato dell’arte nell’Est del mondo.

Decisamente ben presidiata anche quest’anno la fotografia: una delle conferme è stata proprio la collaborazione, inaugurata lo scorso anno, tra Artefiera e la MIA Fair di Milano.

Da tre anni, ad accompagnare Artefiera c’è l’immancabile SetUp, la fiera off, che apre le porte di sera, proprio mentre Artefiera si prepara alla chiusura. Collocata in centro città, quest’anno ha ospitato più di 30 gallerie italiane e internazionali e ha assegnato il Premio SetUp Under 35 ad una coppia di giovani artista + curatore tra i numerosi progetti presentati. La proposta di SetUp prevede in contemporanea anche un ricco programma di talk, oltre che incontri ed eventi, come le degustazioni enologiche di  SetUp Critical Wine. Tutto questo riutilizzando i locali dismessi del primo piano dell’Autostazione di Bologna, per l’occasione trasformati in una enorme, eclettica e sorprendentemente affollata galleria d’arte.

E ora che la 39a edizione si è conclusa, il quartiere fieristico riprende fiato prima di prepararsi per il Cosmoprof, e anche l’Autostazione è tornata alla normalità.

Noi ad Artefiera abbiamo guardato, studiato, scrutato con sospetto, ammirato con sincerità, e ok, magari non avremo comprato niente neanche quest’anno, ma una ragazza potrà pur sognare. Intanto, come indicavano prontamente i rassicuranti cartelli all’uscita, l’appuntamento è per il 29 gennaio 2016.

Segnatevelo!

Photocredits Angela De Gregorio