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Google ha recentemente introdotto una meravigliosa feature nel suo servizio di ricerca immagini: si tratta della possibilità di cercare foto (ma anche pagine web collegate) semplicemente trascinando nella barra di ricerca un’immagine già in nostro possesso. I risultati sono fenomenali e le possibilità esaltanti – per dire, quante volte vi è capitato di salvare sovrapensiero un’immagine sul desktop per prendere nota di un sito, un artista, un luogo o un oggetto del desiderio, salvo poi dimenticarvi completamente dove l’avete pescata e non riuscire a risalire all’origine, cascasse il mondo? E quel 293dhoitd45.jpg come nome non aiuta di certo.

Come sempre, ogni volta che nasce una novità c’è qualcuno pronto ad andare oltre e ad esplorarne le potenzialità creative ed artistiche.
Ed è grazie a queste persone che non si accontentano mai che noi possiamo trastullarci con progetti come “I’m Google”Dina Kelberman, artista di Baltimore, ha trasformato una ricerca con Google Immagini in un’operazione di digital art.

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L’algoritmo che utilizza Google per recuperare le immagini (di cui non parlerò nel dettaglio perché non vi voglio annoiare e soprattutto perché non ho la più vaga idea di come funzioni) si basa sulle corrispondenze visive tra le immagini e sui metadati, naturalmente, ma anche sulle parole chiave associate ai file che aiutano il sistema a decodificare il contenuto, definendo quindi la foto come non solo un insieme di pixel colorati messi insieme a casaccio ma come la rappresentazione di qualcosa. I risultati della ricerca, dunque, sono incredibilmente accurati – soprattutto nelle prime file, ma andando giù nella pagina si trovano man mano risultati che paiono casuali, collegati all’originale per via di una qualche caratteristica visibile o meno, trasportandoci spesso completamente fuori contesto.

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Il lavoro di Dina si basa interamente su questa “confusione”, ed è uno stream infinito di immagini che si trasformano davanti ai nostri occhi seguendo un invisibile filo conduttore che cambia in continuazione, ciascuna immagine unita alla precedente e alla successiva da una caratteristica comune – t0nalità, composizione, soggetto, eccetera.

Il risultato è un percorso visivo che trascende il contenuto delle singole immagini e si trasforma in un flusso di coscienza visuale e collettivo, in una riflessione sulla rete, che scorre fluida e imprevedibile da un tema all’altro senza soluzione di continuità.

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