Emiliana trapiantata a Milano, classe 1983, un diploma a pieni voti allo IED e un tocco raffinato: Ilaria Innocenti è la terza protagonista della ricognizione di Cosebelle Mag nel mondo della progettazione al femminile, in Italia. Dopo gli incontri con Cristina Celestino, Serena Confalonieri ed Elena Salmistraro di Ambrosiana e con Carlotta Maranesi e Antonietta Bavaro dello studio archub, restiamo nel capoluogo lombardo per conoscere una delle  “giovani leve da scoprire e da seguire“, come l’ha definita Elle Decor a gennaio 2013. Ed è immediato capire il perchè: basta un giro nel suo sito per desidera i pezzi della  sua collezione DOMENICA o le porcellana COLLAGE, solo per citare due esempi. Ma c’è di più. La bellezza dei suoi prodotti non si esaurisce al primo sguardo: ciascuno di essi, recuperando una tecnica o racchiudendo la memoria di un luogo, riesce a sincronizzarsi perfettamente con la nostra quotidianità.

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Un ritratto di Ilaria Innocenti

Cosebelle Magazine:  Ilaria Innocenti, un’autopresentazione a partire dalle tue preferenze: la città el cuore, un/una progettista di riferimento e almeno un oggetto che senti vicino alla tua sensibilità.
Ilaria Innocenti: Scegliere una città che prediligo e mi rappresenta è davvero difficile. Mi piace molto viaggiare e quando mi sposto, anche solo per qualche giorno, cerco di non sentirmi troppo turista e fantastico su quale possa essere la mia casa in quella città. E ne trovo sempre una! Tuttavia Milano è la città dove abito da 12 anni e dove lavoro. Modena è dove sono nata e dove vive la mia famiglia. Palermo e la Sicilia è dove passo le vacanze estive. Come progettista di riferimento scelgo Hella Jongerius per il suo modo speciale di unire industria e artigianato. E la sua capacità di creare atmosfere, non solo prodotti. L’oggetto: Oggi sono innamorata dei tappeti di Danskina, proprio per la sensibilità di Hella Jongerius di scegliere i giusti abbinamenti colore e materiali.

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Collezione Adobe: accessori per l’ambiente ufficio e homework realizzata utilizzando l’antica tecnica di produzione manuale dei mattoni. Anno 2012

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Collezione Overlay, vasi realizzati mettendo a punto un processo di sovrapposizione di resina e terracotta. Anno 2014

CB: Ceramica, terracotta, vetro, lana e vari tessuti sono alcuni con i materiali con i quali ti sei misurata come product designer: quali sono i punti di forza che individui in ciascuno di essi?
II:  Mi piace lavorare con le texture. E le sperimento ogni volta con materiali o processi diversi per vedere come il disegno viene influenzato dal materiale e dalla mano dell’artigiano che lo elabora. La ceramica e la terracotta sono i miei materiali per eccellenza. Vengo da Modena dove ci sono diverse aziende ceramiche e sin da piccolina giocavo con questo materiale. Della ceramica amo soprattutto le possibilità di colore che non sono mai troppo fredde e molto concrete, tattili. Lana e tessuti sono come tele bianche dove poter dare tridimensionalità ai miei disegni. Il vetro invece è un materiale che temo per la sua delicatezza e mi affascina per le sue numerose possibilità di lavorazione. Sto lavorando in questo periodo con un’azienda che realizza prodotti in cristallo e spero di avere l’occasione di poter indagare meglio questo materiale.

CB: Nei tuoi progetti sembra ricorrere un sottile, ma costante riferimento ad epoche passate, da cui -forse- si origina un’attenzione speciale verso tecniche di produzione più tradizionali: qual è il tuo atteggiamento nei confronti di sistemi quali le stampanti 3d o altre tecnologie affini?
II:  Sono incuriosita dalle stampanti 3D e apprezzo molto la velocità con cui puoi vedere realizzato l’oggetto. Quando vado ad Eindhoven durante la Dutch Design Week riesco a capire e ad immaginare un futuro per queste macchine. Tuttavia non credo siano molto in sintonia con quello che di solito disegno che punta sempre a mostrare l’artigianalità del pezzo. Potrebbe essere una bella sfida!

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Collezione TP, tappeti fatti a mano, design by Ilaria Innocenti
Photo: Diego Diaz | Styling: Cora Vohwinkel

CB: In merito alla collezione TP hai dichiarato che “I tappeti erano le case dei nomadi, loro li stendevano, ovunque fossero arrivati, e lì era la loro casa. Mi sono guardata intorno, ho capito che viviamo in un periodo in cui tutti, in un modo o nell’altro, sono nomadi, e ho pensato che ci fosse bisogno di più tappeti.” Di cosa a tuo avviso, nella casa contemporanea, si abbonda, anche senza averne davvero bisogno?
II: La casa contemporanea è ancora troppo telecentrica. Ci sono TV troppo grandi che regolano ancora la scelta dell’arredo. Per me sarebbe sufficiente avere internet e un tablet per rimanere informati e lasciare spazio a oggetti più emozionali.

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Muselet Collection: una serie di quattro contenitori in ceramica, ispirati dalle gabbie in metallo che vengono utilizzate per fermare i tappi di champagne. Anno 2014 per Incipit

CB: Guardandoti intorno e osservando i nuovi prodotti presentati durante l’ultimo Salone/Fuorisalone e nelle fiere che si sono svolte durante il primo semestre del 2014, quali sono le tue impressioni sulle designer italiane e straniere della tua generazione?
II: Quest’anno ho esposto a Ventura Lambrate e ho avuto modo di girare soprattutto quella zona, una delle imprendibili durante il Salone. Mi hanno colpito l’importanza del lavoro dell’artigiano con il designer, la possibilità di produrre piccole serie anziché una produzione massificata. Li ho visto molti progetti di autoproduzione liberi dagli schemi commerciali. Come se valesse la pena di sperimentare anziché di pensare alle vendite.

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AELLE Alzatina per dolci. AELLE è una linea di oggetti interamente realizzati in alluminio 100% riciclato dedicati allo spazio domestico. Anno 2009

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Armando e Elia: anima rigida di metallo cromato e legno, telaio in tessuto di lino. Anno 2012

CB:  Una cosabella?
La crema pasticcera nella torta di compleanno!

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Ilaria Innocenti – DESIGNS, DIRECTS AND EXECUTIVE