La differenza tra vecchio e vintage? Semplice, del secondo possiamo fidarci.

Nel marasma della vita quotidiana, insidiati ed eccitati da continui stimoli sprofondiamo nel dubbio: cosa scegliere?
Proprio nell’interstizio del dubbio invoco i nostri avi -no, non siamo in un poema epico. Non scomodiamo l’ottima Penelope, non Cleopatra… No, no. Voglio l’emblema della fiorita e zuccherata Francia di fine Settecento. Siamo a Versailles: parco sterminato, fiori, pizzi, merletti… E puzza. Sì, la dimora del re Sole era infestata da un tanfo tremendo che costringeva le donne a proteggersi dalle mosche portando sotto le ampie gonne sacchetti profumati. Da qui l’idea delle eau de toilette. Il problema era sapere come togliere l’olezzo: di cosa odoravano le alchimie fascinose del gentil sesso pre-rivoluzionario? Scopriamolo spruzzando Bal a Versailles, una sempreverde -in senso figurato, s’intende- fragranza di Jean Desprez.

Non vi lascerà dubbi: opulento, femmineo, assolutamente non melenso. Appena diffuso si apre con rose, mandarini, limoni e gelsomino alleggeriti da bergamotto e da un sentore balsamico di rosmarino -per fortuna direi. Non è finita, dopo qualche minuto arriva un cuore legnoso con cui non si scherza… Legno di sandalo e patchouli creano un’atmosfera sacrale, profumo da regine. Dopo ore restano sulla pelle tracce coerenti con la struttura titanica che le ha precedute: ambra e resine orientali, rassicurate da vaniglia e muschio. Una bomba da Marie Antoinette dopo l’arrivo in Francia: si sa, gli Austriaci non erano esperti di arte profumiera.

Dopo quasi centocinquant’anni anni i nasi d’oltralpe dettano ancora legge di stile: è così che sulla French Riviera del 1937 un certo Albert Fouquet, figlio di un aristocratico parigino, consiglia a un certo Robert Kennedy di indossare un profumo di sua creazione, dicendogli “In this bottle, you will find the dash of French glamour that your American personality lacks.”. Al certo Bob il connubio di bergamotto, legno di guaiaco e sandalo piacque tanto da ordinarne otto bottiglie per gli amici americani e una per se. Sfortunatamente il successo durò ben poco: nel 1939 Albert morì in un incidente automobilistico e con la Seconda Guerra mondiale la produzione e il commercio oltreoceanico della fragranza si interruppe. Un silenzio che giunge fino ai giorni nostri, quando la famiglia Fouquet ritrova la ricetta e riproduce la fragranza in una serie limitatissima, il nome? Eight and Bob, come sennò?