Se vi trovaste abbarbicati sullo sgabello di un quiz televisivo alla domanda decisiva e vi chiedessero quali sono i colori del vino potreste fallire miseramente. Eh si, perché probabilmente lo ignorate ma con rosso, bianco e rosè se la viaggia orgogliosamente anche l’arancione. Non è una burla e neppure un errore di ossidazione di un rosato, il vino arancione è una realtà, e storica per giunta, anzi ancestrale.

Le origini: il vino arancione Georgiano

Procediamo per step, non vi preoccupate e non titubate, orange è friendly e paziente. Balziamo a 5.000 anni fa, in Georgia. La brezza del Mar Nero s’intreccia al vento del Caucaso e spinge i contadini a creare un vino con uva a bacca bianca per rinvigorire gli animi combattenti, nutrire le membra e scaldare  i momenti di festa. Non ci sono strumenti raffinati e, dopo la raccolta, i grappoli vengono pigiati e lasciati a macerare con le bucce nei Qvevri, enormi anfore di terracotta infossate nel terreno capaci di mantenere la temperatura costante e proteggere il processo di vinificazione. Il nettare che ne risulta è fortemente ambrato, intenso, pungente e con un carattere arrogante, è un vino altro, unico, un vino arancione.

Qvevri, anfore Georgiane

La riscoperta contemporanea

Nei secoli questa tecnica è stata abbandonata e poi ripresa fino ad arrivare, nell’ultimo decennio, a solleticare l’interesse dei produttori. I vini arancioni di oggi si ottengono per vinificazione in rosso di uve a bacca bianca con strumenti e tecniche più o meno sofisticate e naturali. Semplificando per fare i bianchi l’uva viene spremuta e il mosto viene separato immediatamente dalle bucce mentre per i rossi il mosto riposa per un tempo variabile con le pelli donando al liquido proprietà organolettiche importanti, corpo, struttura, colore (grazie agli antociani) e una promessa di longevità. Per i rosati si esegue la vinificazione in rosso riducendo moltissimo la macerazione sulle bucce mentre per gli arancioni il contatto con le pelli bianche può variare da 15/20 giorni a mesi permettendo un’osmosi profonda tra tutte la parti del grappolo.

Generalmente il vino arancione viene manipolato il meno possibile, prediligendo una vinificazione naturale, con lieviti indigeni, e viene poi affinato in botte per scrivere sul DNA importante di questo liquido ambrato composizioni epiche. I vini arancioni sono spigolosi, unici, possono respingere, allontanare o far perdere la testa.

Qvevri antiche

Un carattere forte e spigoloso quello arancione

Pur facendo parte della famiglia vinosa se ne distaccano nettamente. L’arancione scardina l’enciclopedico enologico, ti stupisce, ti stordisce. I vini arancioni sono invadenti, impertinenti, reclamano il loro spazio che va ben oltre la dimensione liquida. Giocano con aromi mielati, mandorle, noci brasiliane, semi amaricante, carrube, bucce di cedro essiccate, jackfruit, cuoio vissuto, salsa di soia, verniciatura del legno, olio di lino, fumo di quercia, ginepro, mela troppo matura, elicriso, carburi, muffe, humus, legumi tostati, sottobosco. Si dischiudono a bomba, sono imponenti, pastosi, secchi e pungenti, piccanti come il ginger e l’umami ma con la morbidezza dei tannini di un rosso. I vini arancioni accelerano la salivazione, affaticano le papille e stordiscono i sensi con la loro gradazione importante. Sono una vera bomba e presentano mille asperità.

Il calice orange, come avrete intuito, non è per tutti. Potrebbe non piacere, addirittura potrebbe allontanarvi, oppure potrebbe farvi perdere la testa regalandovi un’esperienza gourmand pazzesca. Il vino arancione è la ruvidezza dell’uva e l’imprevedibilità dell’alchimia enologica che può dare vita ad un capolavoro o ad un disastro. Va provato. Assolutamente.

Lo proviamo?

Vi è venuta voglia di arancio? Non sarà facile reperirlo, sappiatelo. Provate nell’enoteca di fiducia, quella ben fornita con il gestore che ne sa a pacchi. Sgommate fuori porta, ad est In Friuli Venezia Giulia, Slovenia, Croazia o Austria, nell’area dove l’arancione sta crescendo in maniera significativa. Oppure cercate uno di questi:

Lanciatevi alla scoperta e ricordatevi di me quando vincerete cascate di dobloni d’oro inserendo l’arancione nella vostra risposta al quiz.

Prosit!