ilteatroitalianoanewyork_cosebelle_00Durante le ferie natalizie sono stata come avvolta da un certo torpore, una bolla, che mi ha protetto durante le festività e mi ha impedito di connettermi con l’habitat e gli eventi circostanti. Ecco che il ritorno alla routine, quindi, si fa sempre parecchio tosto da gestire, ma per fortuna è condito sempre da novità e cose interessanti da scoprire e vedere.

Per questo post “gennarino” ho scoperto questa “chicca” nel mio solito vagabondaggio di ricerca e dato che si è svolta a New York mi sembrava oggetto di doverose attenzioni e curiosità, non solo perchè avvenuto nella Grande Mela ma anche perchè ha visto come protagonisti alcuni dei nostri teatranti e artisti italiani. Tanto per ricordarci che il nostro teatro, quello di oggi, quello aperto ai nuovi linguaggi, a nuove possibilità di comunicazione e iterazione col pubblico non ha nulla, ma proprio nulla, da invidiare a quello estero e che andrebbe maggiormente coltivato e aiutato. Infatti, nonostante in Italia il panorama dei Teatri Stabili, il Fus (che ha tagliato fuori anche Premio Scenario, escluso dai contributi ministeriali per un vizio formale, che rappresentava un’occasione di crescita e sviluppo di una delle zone più dinamiche del sistema teatrale) e compagnia bella, diventano delle realtà sempre più tristi e un po’ stantie, dall’altra parte del mondo, a New York, una piccola quanto notevole parte del teatro contemporaneo e delle arti visive italiane si è conquista una piccola fetta di pubblico newyorkese.

Sto parlando del NEW YORK ARTISTS’ SALON.

gibneydance.org

gibneydance.org

All’interno di questo evento nelle giornate del 13 e 16 gennaio, presso il Gibney dance centre, a Broadway, si sono visti riuniti l’assemblea generale di APAP e tre festival che hanno trasformato la città nel cuore pulsante delle arti performative internazionali: Under The Radar, Coil e American Realness. Tredici sono le compagnie della scena contemporanea provenienti da tre differenti nazioni europee – Francia, Italia e Svizzera – con l’obiettivo di incontrare curatori e organizzatori culturali più da vicino. L’evento è stato strutturato in una serie d’incontri tra artisti e operatori cosi il Salon è diventato una piattaforma, uno strumento, per scambi proficui e vivaci, al fine di scoprire nuovi lavori e nuove visioni.

Di queste tredici realtà quattro sono i Festival italiani approdati che in “terranostra” rappresentano le realtà più innovative e aperte ai nuovi linguaggi contemporanei: Short theatre (Roma), Santarcangelo Dei Teatri (Emilia Romagna), Terni Festival (Terni) e Centrale FIES art work space (Trento). In Italia questi festival si evidenziano per il coraggio, la tenacia e la volontà di portare avanti il proprio credo artistico e, nello specifico, gli artisti che si sono fatti portavoce dei loro lavori sono stati: OHT / Filippo Andreatta, Cristian Chironi, Muta Imago e Cristina Rizzo.

Se anche voi volete conoscere queste “chicche” nostrane con i vostri occhi, ecco un brevissimo indice di chi sono e cosa fanno:

la rabbia rossa - muta imago - ph© luigi angelucci

la rabbia rossa – muta imago – ph© luigi angelucci

Nome: Muta Imago

Dove: Roma/Bruxells

Chi sono: I Muta Imago sono una realtà dinamica e progettuale di ricerca artistica, nata a Roma nel 2006 è guidata da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (drammaturgo/sound designer), alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente: umana, sociale e politica. Per questo realizza spettacoli, performance, installazioni dove lo spazio è quello della relazione e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo.

Tra i loro lavori: #Displace – La rabbia rossa; Madeline; Hyperion

ilteatroitalianoanewyork_cosebelle_03

repubblica.it

Nome: Cristina Rizzo

Dove: Firenze

Chi è: coreografa danzatrice, formatasi a New York, in Italia ha lavorato con Teatro Valdoca, Virgilio Sieni, Santasangre. É tra i fondatori di Kinkaleri, compagnia con la quale ha collaborato attivamente attraversando la scena coreografica contemporanea internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. E’ dal 2008 che ha intrapreso un percorso autonomo di produzione coreografica indirizzando la propria ricerca verso una riflessione teorica dal forte impatto dinamico tesa a rigenerare l’atto di creazione stesso e ad aprire riflessioni sul tempo presente.

Tra i suoi lavori: BoleroEffect, La sagra della primavera Paura deliro a Las Vegas; No tengo Dinero.

Cristina Chironi per artribune.com

Cristian Chironi per artribune.com

Nome: Cristian Chironi

Dove: Bologna

Chi è: artista visivo e performer. Utilizza diversi linguaggi tra cui performance, fotografia, video, disegno e operazioni pubbliche in contesti site specific. Ha esposto in diversi spazi pubblici e privati sia in Italia che all’estero.

Tra i vari lavori: OPEN #1 Broken English, MAN Nuoro; Cutter Musée historique et des porcelaines Nyon; CROSS OVER Fondazione Biagiotti Art Project Firenze; DK Art Fall 09 PAC Ferrara, Hypnerotomachia Galleria Biagiotti Firenze.

officeforahumantheatre.org

officeforahumantheatre.org

Nome: Filippo Andreatta/OHT

Dove: Trento

Chi è: OHT è una realtà che sviluppa progetti al limite fra teatro e arti visive. I lavori travalicano i paradigmi tradizionali diventando uno spazio aperto e cambiando ogni volta nella forma e nel contenuto. Filippo Andreatta è il direttore artistico di questa particolare realtà creativa, è artista e performer.

Tra i vari lavori: BiosUnlimited, Un ballo in Maschera, Delirius New York

Se vi siete un pò incuriositi vi invito a tenervi segnati tutti questi nomi aspettando o cercando l’occasione di imbattervi dal vivo in queste realtà sempre più promettenti, per un teatro in continua evoluzione, che viaggia su forme di comunicazione sempre più differenti, ma estremanemte attuali.