Alienina

Nel salotto di Cosebelle, oggi prendiamo il tè con Eliana Venier, designer del brand di gioielli Alienina. Pezzi unici fatti a mano che prendono vita da materiali poveri.

CB – Ciao Eliana, parlaci un po di te, come nasce Alienina? Come mai hai deciso di chiamare il tuo brand così?

EV – Alienina nasce nel 2008. Lavoravo nella moda da alcuni anni, come consulente e project manager per alcuni brand ed ero sempre alla ricerca di novità, di qualcosa che uscisse dai canoni del fashion system. Contemporaneamente mi occupavo di arte, scrivendo per alcune testate del settore. Ciò che ha ispirato l’inizio della mia avventura da designer è stato quello che sosteneva Patrizia Calefato in uno dei suoi libri sulla moda – nessuno, neanche il più trasandato e distratto può affermare di vestirsi con la prima cosa che gli capita tra le mani, l’abito è un linguaggio e racconta sempre qualcosa di chi lo indossa-. Credo che il valore di un abito, di un accessorio e di un gioiello sia proprio il loro potere comunicativo, chi si veste con personalità può diventare ogni giorno un “personaggio” diverso.

Da qui è nata la mia voglia di sperimentare, per portare un po’ di “teatro” nella vita di tutti i giorni. La vera sfida era proprio dare una valenza estetica a qualcosa che comunemente ha un valore puramente funzionale, esplorando i territori di confine tra arte, moda e design.

Alienina sta per “alien life on earth”, e racchiude l’essenza del brand, si tratta infatti di oggetti “alieni” al sistema moda tradizionale.

CB – Che materiali utilizzi per la realizzazione dei tuoi gioielli?

EV – I materiali che utilizzo sono estremamente vari… si va dalle corde da barca, alle corde da arrampicata, agli stoppini di cotone, ad una particolare gomma comunemente utilizzata nelle automobili (senza odore né tossicità), agli scarti di tappezzeria, i tessuti delle tende da sole e altri tessuti tecnici utilizzati come isolanti per bacini idrici o coperture esterne… le uniche caratteristiche che tutti i materiali devono avere sono la morbidezza e il comfort sulla pelle, la non tossicità, e la possibilità di essere lavati.

CB – Parlaci del processo creativo. Pensi prima al risultato e poi provi a tradurre la tua idea fisicamente o prima trovi l’ispirazione e poi adatti l’idea in modo appropriato?

EV – Il mio approccio è più artistico che accademico. La prima fase, e la parte più importante del processo creativo, è la ricerca dei materiali. Ogni gioiello nasce dal mio incontro con un nuovo materiale di cui mi innamoro. Il materiale mi suggerisce la forma e inizio a sperimentare finché non arrivo al modello che valorizza e sfrutta al massimo le potenzialità di quel materiale.

CB – Tutti i tuoi gioielli sono fatti a mano ed ogni pezzo è unico, quanto stai per realizzare una collana?

EV – Dipende dal modello. Ogni dettaglio e cucitura deve essere realizzato con cura e attenzione. Ci sono collane per cui sono necessarie due ore di lavoro, altre per cui invece bastano 30 minuti.

CB – C’è un marchio o griffe di moda con cui ti piacerebbe collaborare, magari in una sfilata, abbinando agli abiti i tuoi gioielli?

EV – Sicuramente Antonio Marras. Per il lavoro di ricerca e sperimentazione, la cura e attenzione ai dettagli, le contaminazioni con il mondo dell’arte e la valorizzazione delle tradizioni di un territorio lontano dall’hipe fashionista del sistema moda contemporaneo, fatto troppo spesso di apparenza e povero di contenuto.

CB – A chi ti piacerebbe vedere addosso le tue creazioni?

EV – La cosa che mi emoziona maggiormente è incrociare per strada qualcuno che indossa uno dei miei gioielli. Significa condividere una libertà e una gioia di vivere e aver voglia di affermare la propria personalità e il proprio stile. Credo che siano le persone comuni i migliori “testimonial” della mia collezione.

CB – A quale delle collezioni che hai realizzato fino ad ora sei più legata e perché?

EV – Probabilmente all’ultima collezione, quella che ho appena presentato a Parigi: la “Creature Couture 2011”. Poiché contemporaneamente al lancio di questa collezione è stato lanciato il restyling dell’immagine del brand e del sito, ed è come se questa collezione rappresentasse, e avesse fatto da ponte, verso una maggiore connotazione del mondo Alienina.

CB – Quali novità ha in serbo la nuova collezioni primavera/estate 2011?

EV – Nella collezione Primavera/Estate 2011 ho introdotto gli stoppini di cotone per lampade a petrolio e una particolare gomma, utilizzata nelle automobili, che trovo soltanto in Portogallo, estremamente morbida e leggera. I nodi rimangono protagonisti, mentre la lunghezza di alcuni modelli si accorcia, rendendo le collane ancora più leggere e confortevoli in previsione del caldo estivo.

CB – A cosa o a chi ti sei ispirato per la realizzazione di quest’ultima collezione?

EV – Non amo gli angoli, la spigolosità, la durezza, e cerco di creare oggetti organici, piacevoli al tatto, che si ispirano alla natura in tutte le sue forme. Credo che in natura già esistano tutte le figure possibili, e amo raccogliere foglie, fiori, semi, vecchi rami che mi circondano quando creo qualcosa di nuovo e mi suggeriscono nuove forme.

CB – Stai già pensando alla prossima collezione o prendi un piccolo break?

EV – Al momento sto pensando a dove incontrare nuovi materiali per la prossima collezione. Ho molte nuove idee di materiali su cui mi piacerebbe sperimentare e sto progettando un viaggio in Germania per visitare un mio nuovo possibile fornitore…

CB – Un dipinto, un film, un disco o un libro che  ritieni essere una “cosa bella” e che in qualche modo ha cambiato il tuo modo di vedere le cose.

EV – “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Dopo averlo letto non si è più gli stessi. Lo trovo un libro geniale, intriso di sana, lucida follia, che stimola la fantasia, invita a sognare e propone una non comune visione del quotidiano.