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Mi piacciono i libri di Minimum Fax perché sono audaci, perché portano nel panorama editoriale qualcosa di fresco, perché osano fare coi giovani scrittori italiani la stessa cosa che fanno con le giovani promesse d’oltreoceano: li pubblicano. Pubblicano le loro storie e le loro voci, regalandoci il meglio della letteratura contemporanea.

In questa ottima squadra internazionale porta alta la nostra bandiera Rossella Milone e questo ci fa doppiamente piacere, in primo luogo perché è brava e in secondo luogo perché è una donna. Non una donna qualunque ma una vera scrittrice che sa usare la penna come fosse una lingua tagliente, che si cimenta in un genere difficilissimo e bellissimo come quello dei racconti. Nei racconti bisogna dire qualcosa in tempo breve e poi raccoglierli insieme, far sì che ogni storia sia completa e conclusa, eppure dialoghi con le altre, creando un sottile fil rouge, non troppo dichiarato ma nemmeno eccessivamente nascosto…insomma un lavoro difficile.

Rossella ci riesce in questa sua raccolta che porta pure un fantastico nome. “Il silenzio del lottatore” è dunque un discorso per episodi sui sentimenti, su come si mostrino sulle facce e nei corpi, di come siano responsabili della nostra elevazione e della nostra rovina. Un’attenzione al dettaglio che ci ricorda Alice Munro, la sua stessa idiosincrasia per il fronzolo, una scrittura secca, asciutta, che non nasconde il dolore o l’amore senza scivolare nell’affettato o nel morboso.

Attrazione, passione, dedizione, delusione. Tutta una danza per dire quello che sappiamo da sempre sull’amore ma non siamo tutti in grado altrettanto di esprimere, con parole perfette e semplici, in maniera onesta, così bene.

Brava Rossella.