Attendevamo da tanto questo ritorno.

C’erano state delle “voci di corridoio” in rete che confermavano che prima o poi sarebbe avvenuto. Ed eccoli qui, i cinque di Glasgow e il nuovo album “Hardcore will never die, but you will”.

A primo impatto la sensazione è quella di un gruppo che sa sempre reinventarsi senza cadere nelle auto citazioni e nelle solite banalità e scontatezze, un album assolutamente coraggioso. Il titolo ironico si rifà, secondo l’aneddoto raccontato dal chitarrista Braithwait, ad una frase di un amico del gruppo a cui è stato vietata la vendita del vino in un market perché troppo giovane.

Con  questo disco non si può fare a meno di usare i sensi. Un misto di elettronica, bassi ben scanditi, suoni pop velati, alone di mistero, il perfetto stile Mogwai che riesce ad unire i suoni intensi alle emozioni e in questo caso alla forza della musica elettronica. Ai cultori dei New Order piacerà sicuramente, potrebbe far pensare a un loro lavoro, solo a tratti più cupo.

Il pezzo cardine di questo disco è “Rano Pano”. Inutile provare a descriverlo, dovreste solo metterlo su e lasciarvi trasportare.

Un buon disco da viaggio, da solitudine, da giorni con la pioggia e con il sole.

On air: “You’re Lionel Richie”, “How to be a Werewolf”, “Letters to the metro”.