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Provate un attimo ad immaginare se foste stati i figli di Oscar Wilde quali fiabe avreste ascoltato la sera prima d’addormentarvi? Chissà se lo scrittore e drammaturgo irlandese in veste di padre avrebbe farcito i racconti di sferzante ironia e nascosto invettive nei confronti della società puritana tra righe innocenti colme di orchi e di fate. Chissà se invece v’avrebbe parlato come si parla a un bambino con voce bassa e calma, mostrando della vita che scorre solo il bello e creando dei mostri che sempre possono essere sconfitti dall’amore.

Ora possiamo sdraiarci sul letto e ascoltare. Esce il 20 Novembre per ISBN Il principe felice e altri racconti, un volume illustrato che raccoglie le fiabe che Wilde raccontava ai suoi bimbi per farli addormentare. Ovviamente c’è tutto l’immaginario del genio, il suo dramma, il suo disincanto. Ma pure saggezza, innocenza, speranza e la voglia di mostrare la strada più giusta.

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C’è il mondo sperato soprattutto da Wilde, quello lasciato nelle piccole mani di chi rimane. Il sogno che sia un mondo giusto, egalitario, generoso. E a far sognare i piccoli ci scappa una ninna nanna pure per noi, che siamo grandi e infelici. Ci addormentiamo così, pensando ai nani, alle regine, alle streghe, ai giganti e ai principi, soprattutto ai principi. A quelli che abbiamo incontrato, a quelli fasulli, a quelli che sanno ancora raccontare le fiabe e conservano l’innocenza, seppure nel disincanto.

Ad aiutarci a sognare ci sono le tenere illustrazioni di Cristina Pieropan, che col suo tratto delicato e fuggevole raccoglie ogni goccia del mondo fantastico di Wilde, restituendocelo sotto forma di colori pastello e figure d’indicibile grazia. Con l’acquaforte e l’acquatinta e una mano che è già speranza.

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Ci si sente anche noi figli di un poeta fragile, scivolare nel sonno con la luce della candela che trema e si spegne, e un padre imperfetto, come tanti, capace di farci sognare.