Da nord a sud, la fragola unisce l’Italia.

Che la preferiate accompagnata da una coppa di champagne, o cosparsa di gustosa glassa di aceto balsamico, la fragola ci induce subito a pensieri amorosi.
Sarà per quel suo rosso vibrante, per la sua forma a cuore (quella della varietà Gorella, per la precisione) sarà perché la sua maturazione coincide con l’arrivo della primavera, sarà per quel suo profumo inebriante…
Fatto sta che persino gli antichi Romani l’associavano alla dea dell’amore e narra la leggenda che alla morte di Adone le fragole nacquero proprio dalle lacrime di Venere.
E’ uno dei frutti più antichi, ma solo nel Medioevo le fragole cominciarono ad essere coltivate (erano anche nei giardini della corte del Re Sole). Le varietà che sono adesso sulle nostre tavole provengono da ibridi con specie sudamericane e in Italia si trovano piantagioni di fragole in Trentino, dove sono rinomate le fragoline di bosco (Fragaria vesca), in Emilia Romagna e in Campania, dove si conta il 31% della produzione nazionale.

Le fragole sono ricche di vitamina C e purtroppo facilmente deperibili, quindi vanno scelte al giusto punto di maturazione – né troppo rosse né troppo verdi – e conservate per 2-3 giorni non sovrapposte, lavate all’ultimo momento ma mai messe a bagno in acqua. Sono adatte al consumo fresco, alla surgelazione, alla produzione di marmellate, sciroppi, liquori, gelati, salse agrodolci e molto altro.

Ce l’avete anche voi un “posto delle fragole“, dove “nulla è reale e non c’è nulla di cui preoccuparsi“?

Infine, se nei prossimi giorni volete festeggiare la fragola in uno dei luoghi che hanno fatto la storia d’Italia, fate una capatina a Cassibile: in questa piccola frazione di Siracusa, dove nel 1943 si firmò l’armistizio tra l’Italia e le Forze Alleate, si terrà appunto la Festa della Fragola nei due weekend di fine aprile e inizio maggio.