Fantasmi alla corte di Enrico VIII.

Tusisticamente parlando, Hampton Court è uno di quei posti che non visiti la prima volta ma la seconda o successiva, o in cui ti portano i viaggi organizzati per spillarti i soldi della “escursione”, o in cui vanno le classi in gita scolastica.
Presumendo che i miei cinque lettori appartengano alla prima di queste categorie, presentiamo ad essi gli irrinunciabili motivi per cui, almeno una volta nella loro vita londinese, dovranno affrontare la mezz’ora di treno da Waterloo (o, volendo, le 4 ore in barca) fino a questa stupenda residenza e parco reale, che non è morto museo, ma luogo vivo, attivo, praticabile.

1. Enrico VIII e le sue mogli. Non solo fantasmi, li vedrete in carne ed ossa e costumi dell’epoca, e vi porteranno in giro per il palazzo.
2. Che Enrico fosse una buona forchetta si sa, e lo dimostra il paffuto ritratto realizzato da Holbein. Le cucine Tudor del palazzo sono non solo visitabili, ma usate ancora oggi di tanto in tanto da un team di chef storici per preparare pasti secondo gli usi e le ricette dell’epoca.

3. Per innaffiare il buon cibo, il vino di una vigna vecchia di 240 anni, e ancora produttiva.
4. Tutto il parco merita, ma il labirinto proprio non dovete perderlo.

5. Un attimo di orgoglio patrio di fronte ai cartoni di Mantegna coi Trionfi di Cesare.
6. Un campo da tennis dell’epoca che si sta trasformando in Magic Garden interattivo per bambini e famiglie.
E mi fermo qui, come se non bastasse. Hampton Court ha più di 400 anni, ma non dorme mai, e non finisce mai di stupire.