Brighton, parte prima.

“Il mare d’inverno”, recita una nota canzone, “è qualcosa che nessuno mai considera”. Io invece vorrei portarvi a Brighton, e vorrei portarvici ora, in bassa stagione, quando l’intensa poesia del luogo non è intaccata dal pur sempre britannicamente sobrio turismo balneare. In realtà ammettiamolo, tutta questa differenza fra l’estate e l’inverno, sulla costa inglese, non si nota. Ma gli impavidi bagnanti di luglio o agosto sembrano non farci caso: l’estate è estate, anche se fa 12°, il mare è ghiacciato, le gambe ti si marmorizzano, e la fresca brezzolina ti gela il costume addosso.

Brighton è raggiungibile col treno da Victoria o London Bridge in un’ora circa. Usciti dalla stazione, andate dritti, verso il mare. E scoprite il Primo Miracolo di Brighton: il mare è IN ALTO. E’ un’impressione, un effetto ottico, deve esserlo, ma quella striscia azzurro pallido che vedete LASSU’ di fronte a voi, oltre le case e le strade, è proprio il mare.

Una volta arrivati sul lungomare (sì, quello degli scontri mod-rockers, che si vedono pure in Quadrophenia) tutto torna al suo posto. Lungo il litorale corre la balaustra verde marino, decorata di lampioni e bandierine. Scendendo dal livello della strada verso il bagnasciuga di sassi bruni e rosa, si scoprono le gelaterie chiuse, le barche ormeggiate, le cabine, i ristoranti di Fish’n’Chips coi tavoli coperti da tela cerata, e i negozi di conchiglie semivuoti: ma proprio questo malinconico fuori stagione permette di respirare davvero il silenzio e l’aria marina.

Passeggiate dunque lungo il Palace Pier (o Brighton Pier), l’ottocentesco molo, con le sue cupole bianche, le sue giostre, le panchine battute dal vento. E se da lì guardate verso Ovest, scoprirete il Secondo Miracolo di Brighton: quello scheletro di balena, quella impalcatura da crinoline che emerge dall’acqua come un miraggio, è il vecchio molo (West Pier), apoteosi assoluta di questo regno decaduto.

Ormai definitivamente staccato da terra, sta sospeso sull’acqua come un fantasma, dove ombre di bambini vestiti alla marinara e tate con la mantella inseguono i loro palloncini e le loro girandole trasportati dal vento.