È sempre difficile districarsi tra le informazioni che il web ci propone, soprattutto a proposito dei cosmetici, ma partiamo da una certezza: a partire dall’11 marzo 2013 i test sugli animali sono vietati su tutti i cosmetici in commercio nel mercato Europeo.  L’unico mercato ancora esente da questo divento e che, anzi, richiede per legge che tutti i cosmetici siano testati sugli animali è quello cinese.

Nel frattempo ci siamo avvicinate ad un brand che non avevamo mai provato, Yves Rocher, attirate da un claim importante: “Oltre 50 anni di cosmetica vegetale”. Gli ingredienti vegetali alla base dei prodotti Yves Rocher sono tutti provenienti da agricolture biologiche in Bretagna. E forte è anche l’impegno del brand per l’ambiente, con la partecipazione  all’iniziativa Piantiamo il Pianeta, l’iniziativa lanciata dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente naturale con l’impegno di piantare entro il 2015 50 milioni di alberi in tutto il mondo (e anche in Italia).

I prezzi dei prodotti Yves Rocher sono assolutamente accessibili e la scelta è ampia, dalla skin care ai prodotti make up, ma il nostro primo amore è stata la linea bagno. In particolare abbiamo provato i doccia schiuma della linea Jardin du monde, prezzo medio di circa 2.50 euro per 200 ml di prodotto, ora in promozione a 1.95 euro.

Yves Rocher Jardins du monde

Le profumazioni sono molte e tutte invitanti: noi abbiamo provato Fleur de coton, Orange de Floride e Amande de Californie.

Yves Rocher Jardins du monde Yves Rocher Jardins du monde

Questi bagnoschiuma lasciano a lungo l’odore sulla pelle ed è un piacere utilizzarli giornalmente.

Varrebbe la pena di provare anche l’altra categoria di gel doccia, Le Plaisirs Nature, qui in foto in mini size, molto profumati e ugualmente piacevoli.

Yves Rocher Bagnoschiuma Yves Rocher Bagnoschiuma

Ma allora? Cosa non va in questa relazione appena sbocciata con la linea Yves Rocher? Il brand purtroppo non ha più la certificazione cruelty free, questo perché ha scelto di rimanere sul mercato cinese. Non ci sono informazioni precise sulla questione, di certo si sa che l’azienda non testa direttamente, ma è molto probabile che utilizzi test di terzi, e che non compare più nell’unico elenco affidabile di aziende cruelty free.

Caro Yves, mannaggia, possibile che dobbiamo già dirci addio?