Dicembre è un mese dolce che più profuma di festa di tutto l’anno. Le braccia dolgono a forza di brindisi (qui scoprite come sopravvivere). Lo stomaco si lascia andare, morbido e lascivo, pronto ad accogliere ogni leccornia. La tavola è apparecchiata al meglio e l’arte culinaria è tronfia, si sbizzarisce in tutte declinazioni. Dimentichi delle diete ci si concede la qualunque e ci si appassiona soprattutto ai dolci, i veri protagonisti della tavola di festa.

Quanta dolcezza nella festa

Il calendario dell’avvento è la sintesi migliore: ogni giorno un cioccolatino per pregustare abbuffate di dolcezza in festa. Visualizzate montagne di panettoni di tutte le fogge, colline di pandori, picchi di montblanc. Pensate a ruscelli di torronate, nuvole di meringate, case di mattoni, salami di cioccolato e patisserie di ogni foggia. Che brividi goduriosi sono in arrivo! Non perdete il senno però, il dolciume è egocentrico ma da solo non può far tutto, va accompagnato da un buon bicchiere di vino. Un vino speciale capace di fondersi sublimemente con i sussulti palatali da festa.

Il vino per i dolci

“The sweet taste of success” by Immy724

Tutti concentrati sul cucchiaino, ma il vino??

Purtroppo si tende a sottovalutare il nettare d’accompagnamento del fine pasto. Tutte le energie vanno alle mille mila portate del banchetto. Si selezionano le etichette migliori per esaltare i piatti e per far impennare l’allegrezza (che feste sarebbero senza un po’ di sana ilarità tannica?) e si arriva impreparati al dessert. Certo, il mood è “belli alticci a tratti molesti e farciti come tacchini americani” ma non per questo si deve mandare in cavalleria il calice. Perseverare con i vini con cui avete pasteggiato? Anche no. A meno che non abbiate sperimentato menù alternativissimi il nettare degli dei che scorrerà nelle vostre vene sarà secco, corposo, con buona acidità e sfumature di infinito. Queste caratteristiche possono flirtare con il dolce ma non lo fanno andare in brodo di giuggiole.

Asti è la parola d’ordine

Facciamo una scelta dedicata, optiamo per un’anima gemella del dolciume in festa. Andiamo giù decisi di Asti DOCG, uno spumante unico nel suo genere. Figlio del moscato, uva succulenta che viene coltivata nel cuore delle Langhe piemontesi, questo vino è naturalmente dolce ed intensamente aromatico. La spuma è bianca e croccante. Il colore è quello dell’oro. Il perlage intenso libera un ventaglio di aromi che sono tutto un programma. Albicocca, fiori di acacia, glicine e arancio, adagiati su miele di montagna. In sottofondo fiori di sambuco, achillea e bergamotto. Vi sembrerà di gustare voluttuosamente un grappolo appena colto sdraiati in un prato sotto il sole. Esoso, eh? Un’esplosione di tutticosi incastonata in un liquido dolce e dalla bassa gradazione alcolica, che come chiusura ad una bevuta lunga un pranzo è un super valore aggiunto.

asti doc il vino della festa con il dolce

La bolla vi è ostica? C’è il Moscato d’Asti

Non amate le bollicine? Potete optare per il fratello dell’Asti DOCG, il Moscato d’Asti DOCG. Stesso DNA, ventaglio aromatico onirico ma anima lievemente frizzante, non bollicinosa ma altrettanto festosa. Questa interpretazione si ottiene attraverso la fermentazione alcolica a temperatura controllata che sviluppa naturalmente uno stuzzicante scoppiettio linguale senza l’intensità dello spumante. Entrambe si legano con le loro note calde a qualsiasi delizia dolce, pannosa, cioccolatosa o croccante.

Vi meritate questa coccola edonistica, fate festa, portate in tavola un dolce bello e buono come la nostra crostata frangipane alla zucca e brindate come si deve.

Se vi siete persi le nostre ricette delle feste ricapitoliamo: