di Luca Manzi

“Al destino non puoi dire: “No grazie…guardi prendo la metropolitana”. Quello ti prende e ti porta via”. Parole sante scritte da uno degli ideatori della serie di culto “Boris”, Luca Manzi, e pubblicate da Rizzoli.

Il destino arriva a rapire il Prof. Giorgio Correnti sotto forma di una bella e incomprensibile studentessa dagli occhi strani. Provare a resistere è inutile. Non importa se la ragazza in questione non sa nemmeno chi sia Botticelli. Somiglia comunque ad una delle sue Madonne, se una Madonna potesse essere vestita come una shampista alla moda. Correnti sembra non avere scampo, impossibile nascondersi in quella Roma pasoliniana che conosce come le sue tasche.

Nella periferia corrosa dalle lamerie urlanti delle auto, ferita dalla tangenziale, avvinghiata ai suoi bar sudici e ai pensieri svelti del protagonista, si insinua il sorriso lombardo di Agnese, a provocare il più cupo black out. I dardi beffardi di Cupido trapassano Correnti e colpiscono per caso o per fortuna anche tutti i personaggi che lo circondano.

Mario, fratello pubblicitario e hipster, che non crede all’amore finchè non gli piomba addosso, Davide, il vicino di casa specializzato nella produzione di algoritmi e affetto da sociopatia, insicuro della effettiva esistenza nel mondo della donna che incontra ogni sera e poi Franco, socio in affari capitolino doc dai modi rudi e la moglie in fuga.

Quello che ne esce è una tavolozza esilarante di personaggi improbabili, dall’ironia intelligente e velenosa, che contribuiscono a dipingere uno splendido affresco degli strani giorni in cui tutti viviamo. Tra precariato, insicurezza e voglia d’emergere, solo un evento sembra restare intatto, anche se forse è quello più crudele: l’amore.

Se avete amato Boris, adorerete questo libro. Malinconico e spaccone come solo i romani sanno essere. Denso di filosofia teoretica mascherata da luogo comune e di una saggezza assoluta che balbetta attraverso i motti popolari. A Roma direbbero che “è pieno zeppo de perle”.

Voi leggetelo come un romanzo o, se volete, come un manuale.