di Erin Morgenstern

Il Circo della Notte. Dal tramonto all’alba. Le Cirque des Rêves. Metafisica di un sogno.

Se il compito dell’arte è creare mondi (im)possibili, ce ne deve essere di talento artistico nella debuttante Erin, che per il suo esordio letterario, pubblicato da noi da Rizzoli, ha piazzato in una fumosa Inghilterra tardovittoriana, una terra magica in bilico tra sogno e realtà.

Tra tutti i maghi che partoriscono illusioni, Erin è la più fantasiosa, tira fuori dal cappello ogni trucco che la sua immaginazione riesce a generare per legare il lettore alla pagina, incantato dal disvelarsi di un sogno ad occhi aperti che si srotola al procedere di ogni riga.

Il circo apre a tarda notte e oscura di luce il cielo. Eppure sono neri e bianchi e rossi i suoi tendoni, come da un progetto di Jack White, disposti in cerchio in eterno ritorno, quelli che entrano incontrano il margine della realtà, saltimbanchi, domatori di bestie e di fuoco, contorsionisti, prestigiatori. Tra di loro una ragazzina dagli occhi profondi e i capelli come ricci d’ebano, e un orfano strappato alla sua solitudine.

Tra loro c’è molto di più che l’attrazione di uno sguardo, molto di più che un amore pronto da consumare. C’è una gara all’ultimo sangue tra i due maghi più potenti del mondo. So cosa state pensando, ma scordatevelo. Non c’è Harry Potter qui a farvi compagnia, ma un romanzo per adolescenti tetri e adulti inquieti, una favola dark che appassiona e conquista, come Tim Burton in libreria e il più cupo Robert Smith in filodiffusione.

Lasciate ogni speranza o voi che entrate. Non ci sono coniglietti bianchi dentro questo cilindro.