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Illustrazione di Eleonora Arosio per Cosebelle Mag

LA MIA CANZONE DEL 2014: Don’t Forget Who You Are

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Le strade sono costellate di lucine e Natale è ormai dietro l’angolo, mentre ci lasciamo alle spalle il 2014. Dicembre è il mese della verifica dei buoni propositi stilati l’anno prima e della stesura di quelli per l’avvenire. È il momento in cui ci si ferma e, se si chiudono gli occhi, sulle palpebre si stampano flash dei momenti che ci sono rimasti nel cuore.
Se dovessi scegliere una colonna sonora per il mio 2014 sarebbe “Don’t Forget Who You Are” dell’inglesino Miles Kane, esplicativa già dal titolo. Spesso siamo così accecati dalle nostre preoccupazioni che perdiamo di vista il centro di tutto: tutti i percorsi più importanti del viaggio “vita” richiedono una sfida con noi stessi, e per uscirne a testa alta dobbiamo solo affrontarli ricordandoci sempre chi siamo.
Piccola parentesi che parentesi non è: a Giugno c’è stato il Rock In Idro e sentire Miles Kane live trasmette una positività così grande che dopo vorresti portartelo dietro con la sua chitarra per giorni.
ATTENZIONE: i suoi ritornelli entrano in testa sin dal primo ascolto e mettono le radici, che vi piaccia o no. A me è piaciuto molto.

 IL MIO LIBRO DEL 2014: Lasciami contare le stelle

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Dalla carica di un concerto, passo alle lacrime che possono annacquare gli occhi alla fine di un bel libro. Il “colpevole” è “Lasciami contare le stelle”, di Elvia Grazi. Questa lettura mi è capitata tra le mani poco tempo fa, nei primi giorni di un Novembre ovattato dal rumore della pioggia. Ero in una città che non era la mia, e ci stavo bene, ma avevo anche molto tempo da passare con me stessa, così un giorno sono entrata in libreria e tra le nuove proposte mi ha colpito un sottotitolo ben piazzato al centro della copertina: “la vita non aspetta”. Leggendo velocemente la nota dell’autrice ho visto che si trattava del racconto di una vita reale, di una storia vera raccolta per darle voce. I capitoli sono pagine di diario, e ognuno ha il nome di un colore diverso, come una cartina tornasole sull’umore della protagonista. In questo libro c’è molto amore e c’è la paura dei legami, ma c’è anche la “risposta” a quel sottotitolo che tanto mi ha attirato: la vita non aspetta e le cose non vanno mai come crediamo, in un attimo tutto può cambiare e per questo dobbiamo trovare il coraggio di tenerci stretto con le unghie quel che ci fa star bene. Le ultime pagine sono bagnate: ora, io ammetto di essere emotiva, ma vi sfido a fare diversamente.

 LA MIA IMMAGINE DEL 2014

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Per finire, pensare all’anno trascorso per me vuole immancabilmente dire pensare a una città che non è la mia, ma è stata come una cura naturale, come un latte e miele caldo quando hai la gola in fiamme: Torino.
Che dire, è una città con qualcosa di magico, diversa dalle classiche città fredde e grigie tipiche del nord Italia. Ha molti portici, come la mia Bologna, ma è molto più grande e metropolitana. Se la vita è davvero un viaggio, sono sicura che i treni che mi hanno portato a Torino sono stati il mezzo del viaggio verso la mia coscienza. Spostarmi, viaggiare, mi è sempre piaciuto e forse è sempre stato qualcosa che è di più di un semplice piacere, è un bisogno. Prendermi del tempo per me, lontano da tutto quello che mi è familiare, mi ha sempre aiutato ad assaporare il gusto dell’indipendenza, di quel tipo di solitudine che fa bene perché ti avvicina a te stessa. È strano fermarci e vedere come tutti vogliamo che le cose cambino, restando però uguali: la felicità senza abbandonare niente, mentre i cambiamenti che tanto ci fanno paura potrebbero essere l’unica via per essere felici per davvero.

Speriamo che questo Natale sia magico per voi quanto lo è stata Torino per me. Finisce un anno e ne inizia un altro, l’inizio di un nuovo ciclo pieno di nuovi propositi: tra i miei c’è sicuramente quello di non aver paura di cambiare, Miles Kane con le sue note darebbe a questa parola sicuramente un’accezione positiva.