L’ultimo film di Miyazaki, “Si alza il vento”, il ciclo di romanzi “L’amica geniale” di Elena Ferrante e un arcobaleno che appare nel momento più buio dell’anno: ecco tre cose belle per questo Natale.

IL CALENDARIO DELL'AVVENTO DI COSEBELLE MAG_IreneServillo_CosebelleMag_Natale2014

Illustrazione di Irene Servillo per Cosebelle Mag

IL MIO FILM DEL 2014: Si alza il vento di Hayao Miyazaki
Il mio film del cuore del 2014 non poteva che essere “Si alza il vento” di Hayao Miyazaki: quello che dovrebbe essere (ma noi speriamo di no) il suo ultimo film si allontana dal tratto fiabesco dei lavori precedenti, ma non per questo perde la sua magia. La storia di Jiro Horikoshi, inventore dei caccia giapponesi usati durante la Seconda Guerra Mondiale, è quella di un uomo schiavo del suo sogno di volare: una visione nata dalla potente fantasia dell’infanzia a cui finirà per sacrificare tutto, persino il grande amore della sua vita.

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Nahoko, la fidanzata di Jiro in “Si alza il vento”

La volontà creatrice di Jiro lo domina e lo isola ma sa anche elevarlo in alto, oltre i conflitti e i dilemmi della sua epoca, in un iperspazio ideale dove tutto viene perdonato e niente ha più importanza, neppure la morte.

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Jiro incontra in sogno il suo mentore ideale, l’ingegnere italiano Caproni

IL MIO LIBRO DEL 2014: L’amica geniale  di Elena Ferrante
La lettura più sorprendente che potete mettere sotto l’albero di Natale è il ciclo de “L’amica geniale” di Elena Ferrante, di cui è da poco uscito il volume conclusivo “Storia della bambina perduta”: quattro libri che ho divorato in due settimane e che mi hanno avvinta con la stessa forza con cui da piccola mi abbandonai alle avventure tolkeniane.

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Nel primo libro del ciclo “L’amica geniale” vengono raccontate l’infanzia e l’adolescenza di Lila e Lenù

Dipanare la trama – la storia dell’amicizia tra Lenù e Lila, nate in un rione disgraziato di Napoli nell’immediato dopoguerra – non basta a spiegare il fascino di queste tremila e rotte pagine, fitte di personaggi vivissimi, di ribellioni e violenze, di tentate rivoluzioni, di ambizioni e amori, di gravidanze e lutti innominabili: di tutto quel calderone ribollente e insensato che è la vita, nostra e degli altri.
Elena Ferrante sa mettere a nudo l’essere umano con la stessa feroce sincerità di Alice Munro
ma senza senso della misura, senza ponderatezza, finanche senz’eleganza: ci sbatte in faccia i nostri pensieri più sordidi, le nostre miserie, i pozzi senza ritorno dei nostri egoismi. E non vorresti mai che smettesse.

Le strade di Napoli dove sono ambientati i quattro romanzi

Le strade di Napoli dove sono ambientati i quattro romanzi [Photo Credits: Vittorio Pandolfi]

IL MIO 2014 IN UN’IMMAGINE

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L’arcobaleno apparso sopra Gualdo, sulle Apuane versiliesi

In quest’anno difficile abbiamo dovuto dire addio a una persona speciale che sapeva amare e farsi amare da chiunque avesse avuto la fortuna di incrociare la sua strada. Caro Romano, che dicevi d’essere nato vecchio perché sin da piccolo ti eri preso sulle spalle la responsabilità di tua mamma rimasta vedova, sei stato un giovanissimo partigiano, un lavoratore instancabile, un rifugio per famiglia e amici, un aiuto che giungeva quando nessun altro aiuto era possibile.
Sei stato un faro luminoso e quando ti abbiamo riportato a casa hai voluto salutarci con un arcobaleno gigantesco che ha riempito il cielo e i nostri occhi di speranza: nel nostro giorno più buio sei venuto un’ultima volta a rischiararci l’orizzonte, a farci sapere che non te ne saresti mai andato. Ciao, nonno.