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Illustrazione di Sara Gorini per Cosebelle Mag

LA MIA CANZONE DEL 2014: I Love You – Woodkid

Immagine video I love you di Woodkid

Non ci si può sentire sempre invincibili, o meglio: qualche caduta ci vuole, per segnarci con graffi e cicatrici che ci aiutino a ricordare. Io quest’anno mi sono lasciata molto cadere e graffiare per sentire meglio tutto quanto, e ho sentito tutto. C’è un po’ di malinconia e di sconfitta in questa canzone di Woodkid (nome d’arte del francese Yoann Lemoine, regista, cantante, compositore). Il video di “I love you” è uno dei suoi migliori capolavori, i protagonisti hanno un’espressività ammaliante, i paesaggi pure: che siano distese di terra o di acqua, sono disperatamente sconfinate e trovare l’amore perduto e forse non corrisposto sembra una battaglia inutile in questi spazi infiniti e disinteressati al protagonista. La storia è inserita in una cornice (anche musicale) che se può metterci un’altra pietra sul cuore, ce la mette! “Pesante”, penserete voi… No: intenso, sognante, vivo, vibrante. E se chiudete gli occhi, la sola musica basterebbe a scandire ogni sequenza. Ma non chiudeteli, o vi perderete le balene! (Le balene, una mia passione, forse era tutta una scusa per mostrarvi la scena con le balene… che meraviglia!)

IL MIO LIBRO DEL 2014: Creatività – il crimine perfetto di Philippe Petit

Creatività di Philippe Petiti, libro natale 2014

Perché l’artista ribelle è un fuorilegge. La creatività nasce sempre dal subbuglio del caos, da quel guizzo intuitivo a cui sentiamo di doverci aggrappare finché non diventa una fissazione da non lasciare più e che, con estrema concentrazione, manipoleremo fino a compiere il crimine perfetto: l’azione creativa. Perché la passione è il carburante della creatività, e non chiede il permesso, è quindi molto probabile che si infrangano le regole. Philippe Petit, il più grande funambolo dei nostri tempi, criminale dell’arte, racconta la sua idea di creatività, facendo di ogni lettore il suo complice. Chissà che ognuno di noi non sia un fuorilegge.
Per quanto mi riguarda questo libro è il crimine perfetto: c’è molto blu e c’è un funambolo, che per me equivale a “magia”. Ma ognuno vede quel che vuole, l’artista qui è completo, parla tra sé arrivando a tutti, suggerendo a tutti cosa cercare dentro di sé.

IL MIO 2014 IN UN’IMMAGINE

immagine torre di Ercole

La bellezza di questo posto sta tutta fuori da questa immagine. E per me nel significato di questo luogo, La Coruña, una delle tappe di un viaggio che scelsi di fare da sola per la Spagna, da nord-ovest a sud-est, di corsa, con calma. “Cercando cosa?”, non si sa bene in questi viaggi, ma sicuro che quello che andavi cercando… lo trovi. Un viaggio che ora, ovunque io sia, mi continua dentro.
La bellezza – dicevo – sta fuori da questa foto, già, perché fuori di lì c’è un faro millenario, la Torre di Ercole, su una collina a strapiombo su un Oceano Atlantico totalmente in balia del vento più forte che io abbia mai sentito; una grande rosa dei venti ai piedi del faro a dirigere una danza primordiale tra aria, acqua e terra. E noi, piccoli, senza fiato, senza parole, a cercare rifugio, un attimo di respiro tra le mura della torre, a cercare quell’unico angolo dove la pietra ci protegge dal vento, ma non perde occasione di ricordarci che fuori la natura è più forte, e ce lo dice ammiccando un arcolbaleno sulle mura, riflesso di un sole che sovrasta ogni cosa e si insinua nella più piccola feritoia solo per farci compagnia.