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Continua veloce il countdown verso il nuovo anno e porta con sè tanti desideri per il 2015. Per guardare al nuovo anno con positività ed iniziare a pianificare al meglio i primi appuntamenti di Gennaio, arriva il terzo dei nostri cinque calendari 2015. Anche questo è stato curato da una delle nostre illustratrici, Roberta Zeta.

Roberta è una padovana d’adozione trapiantata ad Helsinki, che nonostante l’amore e la passione per il disegno è finita a studiare giurisprudenza. Lei è la prova che le passioni vanno assecondate e i suoi lavori lasciano a bocca aperta per la leggerezza del tratto e dei colori e la complessità dei significati che trasmettono. Roberta ha disegnato per noi L’oroscopo delle piccole cose (belle) ed altre rubriche, tutti i suoi lavori per Cosebelle li trovate qui.

Vi lasciamo con una breve intervista per conoscere meglio Roberta ed una selezione dei suoi lavori, ma prima scaricate il calendario cliccando qui!

CB: Qual è il posto che preferisci della tua città? Magari quello dove vai quando sei felice, quando devi liberare la mente o vuoi scappare dalla quotidianità.

Roberta: Da quando vivo a Helsinki il posto che più mi mette di buonumore e libera dai pensieri è Rajasaari, una piccola isola dove i cani possono stare senza guinzaglio. Ci vado ogni mattina presto prima di cominciare a lavorare con il mio cane, ed è bellissimo vederla correre felice e giocare in riva al mare.

CB: Sempre a proposito di luoghi, ce n’è uno in particolare che riesce ad ispirarti di più nelle fasi iniziali di un lavoro? Da cosa cominci quando inizi un’illustrazione?

Roberta: Il luogo dove comincio è di solito la mia scrivania, vicino al computer e con tutte le cose che mi servono: matite, carta, colori, a portata di mano (odio dovermi alzare!). Oltre al fatto di essere vicina ai miei strumenti di lavoro, è importante che ci sia tranquillità, e la possibilità di rispettare i miei ritmi. Forse è solo una questione di allenamento, ma per il momento faccio fatica ad iniziare un nuovo progetto in un posto improvvisato.

CB: Ci puoi dire come si svolge solitamente il processo creativo e quanto tempo impieghi mediamente a completare ciascuna illustrazione?

Roberta: Di solito, se mi viene commissionata un’illustrazione, dopo aver realizzato un orribile e quasi incomprensibile bozzetto iniziale che definisce la composizione (e che non vedrà mai nessun altro) inizio la stesura della matita. Sarà quella che manderò al cliente, per cui cerco di disegnare tutto con precisione, in modo che sia chiaro. Una volta trovata l’idea, la realizzazione è abbastanza veloce, ogni disegno mi prende al massimo un’ora, ma i tempi possono dilatarsi a seconda di cosa mi viene richiesto. Poi arriva il momento del colore, che per me significa giocare, provare anche completamente a caso, per contrastare la meticolosità del segno a matita attraverso qualcosa di non calcolato. Se sto lavorando a un progetto personale queste tre fasi possono completarsi all’interno di una giornata, o di un pomeriggio.

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CB: C’è uno dei tuoi lavori di cui vai più orgogliosa? Per quale motivo?

Roberta: Per il momento tengo particolarmente a Hope. Quando qualcosa non va, o quando sono di cattivo umore, vorrei andare verso il frigorifero e berne una sorsata anch’io.

CB: L’illustratore/illustratrice i cui lavori non ti stanchi mai di ammirare.

Roberta: David Downtown

CB: Qual è un aspetto che non ti piace del tuo mestiere?

 Roberta: Di questo lavoro non sempre mi piace la condizione di isolamento che porta con sé. Amo la solitudine, e il mio cane mi tiene un’ottima compagnia tutto il giorno, ma a volte, soprattutto durante i periodi di scadenze serrate, mi accorgo che non vedere o non interagire per molte ore con gli altri esseri umani mi manca.

CB: Ci puoi dire a cosa stai lavorando in questo momento?

Roberta: Sto lavorando a un’illustrazione per il magazine finlandese Demi, ai miei progetti personali, da cui non mi stacco mai, e con Picame.

CB: Una cosa bella da fare durante queste vacanze di Natale (una mostra da vedere, la visita di una città, etc).

Roberta: Rilassarsi, apprezzare il ritmo lento e la calma delle città semi-deserte perché tutti sono finalmente impegnati dai parenti o in qualche viaggio. Se poi uno vuole proprio uscire, allora potrebbe venire a Helsinki, vedere la mostra di Edvard Munch, fare una passeggiata sul mare ghiacciato, entrare al Café Regatta e strafogarsi di tartine al salmone.