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In questi frenetici giorni in cui Cannes attende il suo vincitore, rivolgiamo per un attimo ancora il pensiero alla Palme D’Or dello scorso anno, quel La Vie d’Adele che aveva scandalizzato e commosso il pubblico de la croisette. Se non avete visto il film, questo è il momento di farlo, prima che la vostra attenzione cali di colpo e investa con tutte le sue aspettative i nuovi film in concorso.

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Come dice la Settimana Enigmistica, forse non tutti sanno che la pellicola di Abdellatif Kechiche, è tratta udite udite da un fumetto: Blue is the warmest colour. L’autrice è Julie Maroh, giovane graphic novelist francese che ha dato vita alla splendida storia d’amore tra Emma, la ragazza dai capelli blu e Clémentine (Adele nel film). Sfogliando le pagine del fumetto, se avete già visto il film, vi sembrerà di leggerne lo storyboard. Alcune scene, tagli, inquadrature e dialoghi sono esattamente quelli che avete visto sul grande schermo.

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Anche le atmosfere sono le stesse e riflettono il tratto delicato e malinconico di Julie, con meno insistenza visiva sulla vita sessuale delle due ragazze e ancor più accento sulle emozioni di un rapporto tenero e sofferto, e di un sentimento allo stesso tempo sconcertante e pieno di gioia.

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Se avete amato le protagoniste del film inoltre, grazie al libro avrete la fortuna di conoscere il loro destino e sbirciare la metamorfosi del loro amore. Su tutte le pagine domina come una patina di cielo una sfumatura bluastra: il colore dei capelli della ribelle Emma, che hanno incendiato il cuore della giovane Clèmentine cambiandole la vita e modificando per sempre la collocazione del blu nelle tavole dei colori: da oggi il blu è un colore caldo.

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In Italia la graphic novel è edita da Rizzoli, nella collana Lizard, non fatevelo scappare.