Approfittando di amici in visita, la settimana scorsa ho guidato fino al deserto intorno Palm Springs per ammirare una delle ultime installazioni di Doug Aitken. Aitken è un artista e regista americano abbastanza prolifico, interessato, tra le altre cose, alla Land art. All’interno dell’evento DesertX 2017, conclusosi purtroppo alla fine di aprile, e in compagnia di altre 15 installazioni di artisti diversi inserite nella Coachella Valley, Aitken ha presentato “Mirage” – miraggio: una casa (non abitabile e non arredata) ricoperta di specchi, sia in esterno che in interno e anche sul tetto.

DesertX ha optato per questa location con l’idea di invogliare i turisti a visitare l’area (anche quando non è periodo di Coachella Festival) e per invitarli a riflettere su temi seri così come su temi più giocosi ispirati dalle opere presentate.

Mirage: Dove e come

Quando si arriva appena fuori Palm Springs e si notano le indicazioni per raggiungere Mirage, non è facile scorgerla in quel tratto elevato di deserto roccioso. Ovviamente, si confonde con il paesaggio, si mimetizza, entra a farne parte pur rimanendo qualcosa di altro.

Non vedevo l’ora di andarci (tra l’altro, è una delle poche opere rimaste visibili da DesertX: avrete modo di visitarla fino a fine Ottobre) e quando sono riuscita a vederla mi sono esaltata e me la sono presa con il mio amico che continuava a chiedermi: “Ma lì dove?? Non la vedo!”.

Si parcheggia alla fine di un vialetto e si raggiunge la casa a piedi. Come sempre, quando si cammina nel deserto, è meglio guardarsi le scarpe ed essere certi di non pestare la coda a qualche serpente a sonagli che vive in zona. Ad ogni passo la casa si trasforma e riflette uno scorcio diverso, ad ogni angolo si mischiano cielo e rocce, blu e sabbia. L’ho vista al tramonto, ma ho mancato il sole di pochi istanti – mi sembra un buon motivo per tornarci, avere la possibilità di osservarla all’alba per esempio e fotografarne i giochi di luce.

È possibile girarci tutt’intorno ed entrarci. Anche l’interno è ricoperto di specchi, anche se ci sono delle finestre lasciate senza vetri che permettono al paesaggio di entrare e quindi si amplifica questo pazzo gioco di riflessi da parete a parete, con tagli imposti dagli angoli e dalle aperture.

All’interno è possibile scattare foto ma solo con i cellulari.

È un’idea così “semplice” e così perfetta. Credo di essermi innamorata.