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Io sono Walter Mitty.

Sono quella che rimane a fantasticare ad occhi aperti sui “se fosse” della vita. Quella che si immagina la stessa scena più e più volte: le parole giuste, l’intonazione perfetta, l’atteggiamento per niente scalfito dal dubbio o dall’incertezza. Nelle mie fantasie ho la battuta pronta, sfoggio nonchalance possibilmente indossando sempre abiti bellissimi. Sono io quella ragazza che ha conquistato tutti, che ha combattuto contro ogni tipo di sopruso e che ha vinto le proprie insicurezze. Anzi, le insicurezze non sono mai esistite, figuriamoci. É una debolezza ammetterlo? Penso di no, non importa poi molto.

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Ben Stiller (tanti cuori) rivisita in chiave contemporanea uno dei racconti in assoluto più rappresentativi sul tema dell’irresistibile fascino dell’immaginazione: The Secret Life of Walter Mitty di James Thurber. Mitty è un sognatore moderno, photo editor di LIFE, e segretamente innamorato della sua nuova collega (Kristen Wiig): quando la minaccia di perdere il lavoro diventa concreta, Walter decide di fare l’inimmaginabile, imbarcandosi in un viaggio straordinario e rivelatore intorno al mondo.

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“Quello che mi piace di questa storia è che non può essere classificata. C’è la commedia, c’è il dramma, è una storia di avventura, è reale ed è fantasticamente iper-reale. Ma al centro di tutto questo c’è un personaggio nel quale, io credo, tutti possano ritrovarsi, qualcuno che sembra stia semplicemente passando attraverso la vita moderna e che in realtà ne stia vivendo una completamente diversa nella sua testa. Per me, lui incarna tutte quelle cose che immaginiamo su noi stessi e il mondo, ma che non diciamo mai” – Ben Stiller

THE SECRET LIFE OF WALTER MITTY

I sogni segreti di Walter Mitty contribuisce proprio a questo: a far capire che è assolutamente umano immaginare un happy ending vista la quantità di problemi che ci circonda. Ma forse non è l’immaginazione la risposta che ci serve, anzi. Ieri un’amica mi ha chiamata per comunicarmi che la sua fase Mitty l’ha messa da parte: sta abbandonando la comfort zone e si sta lanciando in un faccia a faccia con il reale, spaventata ma eccitata da quella che da ora in poi sarà la sua nuova vita.

Chissà se anche nel suo caso Wake Up degli Arcade fire è partita a tutto volume appena si è detta: sì, è il momento.

P.S.: Menzione d’onore al cameo di Instagram all’interno di un film che dedica tantissimo spazio alla fotografia di reportage e a quello che la rivista LIFE ha rappresentato per tantissimi anni negli Stati Uniti:

“…vedere le cose a migliaia di chilometri di distanza, le cose nascoste dietro le pareti e all’interno di stanze, cose pericolose da raggiungere… per poi restare stupiti.”