Tracciati col gessetto, da nord a sud.

Martín Weber è un fotografo argentino che ha deciso di mappare i sogni del Sud America.

Tra il 1992 e il 2008 ha attraversato Argentina, Cuba, Messico, Peru, Nicaragua, Guatemala, Brasile e Colombia intervistando gruppi, famiglie, bambini, adulti, nonni, contadini, amici, mogli, gente di campagna, città e montagna, facendo loro questa semplice domanda: “Puoi scrivere su questa lavagnetta il tuo sogno o desiderio più grande?”, e ritraendoli mentre presentano la risposta.

Con questo progetto ha voluto dare una voce agli inascoltati, amplificare il silenzio dei silenziosi, e tracciare un ritratto di un continente attraverso le storie personali di chi lo abita.

Il risultato è incredibile, e quasi sempre inaspettato.

A parte la bellezza delle fotografie stesse, ciò che si legge sulle lavagnette è colpo al cuore. La semplicità e prevedibilità di alcune risposte – i contadini che vorrebbero solo avere una terra propria, o più animali – è seguita dall’espressione di desideri spiazzanti, dolorosi, intimi, ambiziosi, assoluti, disillusi o il contrario. La bimba, devastata dalla violenza dei combattimenti, vorrebbe essere una poliziotta. Il figlio dei contadini, portando il ciuco, scrive che vorrebbe studiare musica. Un altro vorrebbe semplicemente morire. Il ciabattino vorrebbe essere un poeta, il poeta desidera solo che la necessità non disturbi i suoi sogni. Ritornare in Europa. Seppellire il proprio figlio morto sotto tortura. Avere degli amici. Sposare un americano. Vincere la lotteria.

Ogni fotografia è lo specchio di una vita e di un paese, e porta con sè il peso di decenni di ideologie, conflitti, condotte economiche che hanno inevitabilmente modellato esperienze e aspettative per il futuro, sogni recisi, speranze e disillusioni.