Le feste di Natale sono una specie di cenone lunghissimo, che inizia con le cene aziendali e finisce quando si mangia l’ultimo dolcetto della calza. In mezzo a questo infinito mangiare, salutarsi, rivedersi, rimangiare, finire gli avanzi, preparare altri cenoni e finire altri avanzi, la cosa che ci dà sollievo, oltre alla tisana al finocchio, è il divano. Sempre lì, disponibile a soccorrerti mentre serve una posa più comoda fintanto che si lacca il fagiano. Per fortuna nello zapping televisivo che ne consegue i mastri di chiavi dei palinsesti pensano bene di ricicciare – tra un concerto di Natale con il Volo e le repliche del Tenente Colombo – delle commedie che hanno fatto la storia della civiltà occidentale. Sì, può sembrare esagerato, è vero, ma non è forse così? Il pop non è forse un’estensione del nostro vocabolario? Il Natale, con i suoi tempi morti, il freddo e le case che sono sempre un viavai di gente aiuta a ripassare alcuni fondamentali. In queste situazioni succede sempre che, per uno che si accoccola in divano entusiasta, ce n’è un altro – il cinefilo rigido – che inizia a storcere il naso. Il bello è che poi dopo mezz’ora i cinefili rigidi te li ritrovi seduti sui braccioli del divano e ti chiedono un pezzo di copertina mentre declamano a gran voce citazioni del film. Voi portate pazienza e godetevi lo spettacolo.

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Mamma ho perso l’aereo È un classico della nostra infanzia, che ha reso Macaulay Culkin una star (e quindi quello che è oggi). Ci eravamo ripromesse di non andare a pescare nel memorabilia bambinesco che ha il potere poco meritocratico di dipingere tutto color pastello, basta che sia successo quando avevamo al massimo 12 anni. Per questo abbiamo eliminato i vari Fantaghirò, La Storia Infinita e Disney vari. Mamma ho perso l’aereo è per davvero tutto quello che significa Natale e visto oggi non fa sbadigliare nemmeno un po’, anzi. Ce lo siamo giocato per primo e via.

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Pomodori verdi fritti Si inizia con Chris O’Donnell che prova a fare colpo su una ragazza, si finisce con la sorella di Chris O’Donnell che si innamora della stessa ragazza. Nel mezzo Kathy Bates che prova a guardarsi la vagina con uno specchio, il Ku Klux Klan di quartiere che fa quello che fa ogni Ku Klux Klan, ma meno convinto. Se non avete mai visto questo film vi abbiamo appena dato nuovi punti di vista per la vostra prima volta, se l’avete già visto…TOWANDA!

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Bridget Jones Le avventure della single più famosa d’Inghilterra sono sceme e surreali, ma noi le vorremo bene sempre e comunque e tiferemo per lei sempre e comunque. Anche se nel pieno boom del food e degli hashtag di Instagram lei prepara zuppe blu e anche se non infiliamo la sua serie di figuracce, sappiamo che la parte giusta è la sua. Dopotutto se oggi il maglione con le renne è diventato cool è anche un po’ merito suo.

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Dirty Dancing L’avete già visto, ma ora avete l’occasione di riguardarlo con altri occhi. Dirty Dancing non è un film d’amore ma un film di emancipazione. Si parla di aborto, senza mezzi termini. Baby (o meglio -come lei stessa spiega – Francis, come la prima donna entrata in Parlamento) decide di avere Patrick Swayze, e ci riesce. Quando parte il 35 giri nella sua casetta di legno è lei a guardarlo e a dirgli “balla con me”. Lui se ne sta lì con una poker face che manco una triglia, lei si alza, comincia a toccare quei muscoli di granito e poi scende giù e gli PALPA IL SEDERE. Insomma, lei si fa la storiella estiva ma sappiamo tutti quale sarà il loro futuro: lui invecchierà ballando patchanka, lei diventerà Ceo e ricorderà con un mezzo sorriso quell’amore clandestino. Time of her life.

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Fantozzi La vita del ragionier Ugo Fantozzi è grigia, patetica e piena di situazioni inverosimili. Ciononostante, gli sketch dei film – vanno bene un po’ tutti, anche se i primi sono i migliori – fanno parte della cultura pop italiana e riescono a descrivere un certo ceto medio meglio di qualunque elzeviro. Con la “saga” fantozziana poi succede sempre che si faccia a gara a chi ricorda le battute, che ormai sono entrate a pieno titolo nella storia e nella lingua italiana. Non sappiamo sceglierne una, perché sarebbe come dire se si vuole più bene alla mamma o al papà.

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Il quinto elemento Potremmo dirvi che NON SI DICE DI NO a un film d’azione con un mediamente giovane Bruce Willis, e solo questo dovrebbe bastarvi a farvi vedere questo film. In realtà c’è molto, molto di più. Il quinto elemento è probabilmente il film thriller/fantascienza più sottovalutato di fine anni ’90. Metti insieme Luc Besson, Mila Jovovich coi capelli arancioni, il sopracitato Bruce Willis sudato per l’80% del film e (ovviamente, visto che è un film francese) una micro parte per Mathieu Kassovitz (sospiri per lui) e vi abbiamo già dato elementi sufficienti per dare nuova vita a una pellicola che per alcuni è un grande classico e per altri un grande EH?

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Love Actually 12 anni fa andavano molto di moda i film con le storie parallele. Love Actually è l’alternativa natalizia del genere. Il suo plus? Il mix vincente di storie divertenti all’inglese, consigli sulla droga di Billy Mac, una dichiarazione d’amore strappalacrime e All I want for Xmas is you di Mariah Carey. E poi chi ci aveva pensato a un Primo ministro (bello) e un po’ imbranato che però mette fine al sodalizio Regno Unito-Stati Uniti per colpa di uno squallido sexual harassment? Senza contare la strenua difesa della sua collaboratrice derisa perché un po’ paffuta.

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Harry ti presento Sally Nello stradominio inglese nella sezione “commedie più o meno natalizie” gli Stati Uniti entrano e come sempre ci piazzano il carico da dieci. Perché sono fatti così, se partecipano è per vincere. Harry ti presento Sally è il Michael Jordan di questa categoria. Perché ci mette davanti a delle verità tutto sommato inconfutabili come quella dell’amicizia tra uomo e donna («Nessun uomo può essere amico di una donna che trova attraente. Vuole sempre portarsela a letto»). Per convincere gli scettici vi potete giocare pure la carta Oscar: miglior sceneggiatura originale a (nostra signora) Nora Ephron. E scusate se per una commedia è poco.

Poi, per Una Poltrona per due basta che mettete Italia1 la sera della vigilia.

Selezione a cura di Teresa Bellemo, Miriam Lepore, Alessia Ragno.