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Ci siamo. Questo weekend, in quella metropoli luccicante che è Hong Kong, si terrà un festival musicale con una line-up in grado di convincere chiunque ad andare ad Hong Kong a novembre. Chi mai, nell’emisfero boreale, penserebbe di andare ad un festival all’aperto a fine novembre? Ma il Clockenflap è un’istituzione, speciale così com’è speciale Hong Kong. La location è la migliore che la città ha da offrire: Victoria Harbour, quella striscia di Oceano Pacifico su cui si riflettono i grattacieli illuminati della città.

Con questa “most ambitious line-up Hong Kong has ever seen” e una miriade di attività artistiche e culturali, il Clockenflap si unisce ad una serie di eventi musicali che in questo periodo rendono più musicalmente vivo il Sud-Est Asiatico. C’è il super hippie Wonderfruit Festival, a Pattaya in Thailandia, che è un po’ il Coachella d’Asia con tanto di location bucolica e fashioniste locali in shorts e copricapi di piume. E poi c’è il coloratissimo Mui Ne Music & Arts Festival in Vietnam, che vanta le Hinds e Perfume Genius come headliners. Ce n’è abbastanza per decidere di disertare il Primavera e mettere i soldi nel salvadanaio-porcellino da spaccare a fine anno, quando la noia e il freddo di novembre non ci lasciano scampo. E poi, vuoi mettere tutto quello che puoi raccontare agli amici dopo aver preso il “dance-bus” che ti porta al Mui Ne Festival, che ha musica dance e drink a bordo? E di quello che ti aspetta in Vietnam? Non ho idea di cosa sia, ma sicuramente sarà degno di essere raccontato. Se racconti ai tuoi amici com’è andata in un festival occidentale, puoi essere sicuro che lo sanno già tutti dagli aggiornamenti di stato Facebook e dalle foto Instagram di almeno venti persone diverse. Per non parlare del senso d’avventura del non trovare nessuno che parla inglese!

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Quest’anno Cosebelle va al Clockenflap, che è il più borghese e metropolitano dei tre, ma chi si perderebbe i New Order in una cornice simile? Se negli anni ’80 avessero detto a Peter Hook che i New Order avrebbero fatto da headliner ad un festival in mezzo ai grattacieli hongkonghesi nel 2015, sarebbero sembrate cose da Ritorno al futuro. Qui le due liste MUST SEE (le band che non ci si può proprio perdere) e MUST GO (cose da fare ad Hong Kong all’infuori del festival).

MUST SEE

The Libertines. Perché bene o male sappiamo tutto delle sgangherate avventure di Pete & Carl, e Can’t Stand Me Now non ci lascerà mai indifferenti. Ah, l’indie rock britannico dei primi anni zero.
New Order. Perché sì.
Neon Indian. Per l’atmosfera tropicale dei suoi live, perché il suo nuovo disco è molto bello. E per ballare.
Julia Holter. Per sentire dal vivo quel gioiellino del suo ultimo album.
Hinds. Per vedere come si intona bene il loro entusiasmo indie-rock madrileño con la città di Hong Kong.

MUST GO

Hillywood. Perché hanno una selezione musicale eccelsa e ottimo cibo, combinazione killer. Dietro al bar e ai fornelli ci trovate Azia e Milton dei Salad Kowloon, che preparano pure cose come il risotto coi funghi. Decisamente quello che non ti aspetti da Hong Kong.
White Noise Records e Book B. Perché sono rispettivamente il negozio di dischi migliore della città, e la libreria più “arty” ed interessante.
Victoria Peak. Perché nessuno è abbastanza snob da non volersi fare una selfie davanti ad una delle vedute più mozzafiato al mondo.
Un ristorante a caso in cui servono il dim-sum. Perché il brunch con il dim-sum è l’esperienza culinaria definitiva di Hong Kong.
Il celebre traghetto Star Ferry. Perché nelle giornate giuste, essere in un traghetto che passa in mezzo ai grattacieli è la cosa più poetica del mondo.

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