È passata da poco l’estate ma il pensiero va già verso il preparare di nuovo i bagagli. L’idea è sempre la stessa: portare il meno possibile con sé e andarsene. Intanto però mi consolo con il ricordo delle vacanze estive. Per me quest’anno purtroppo non è stato tempo di viaggi intorno al mondo, per una questione sia di tempi che di denari. Anzi, per un po’ il rischio era quello di rimanere a fare le classiche “vacanze in città”.

La proposta che mi ha salvato è stata quella di un’amica: che ne dici di provare a fare un weekend alternativo, senza una meta ma scegliendo soltanto la direzione? Portiamo soltanto uno zaino e una tenda. Lì per lì ho risposto di no, vacanze di questo tipo non ne avevo mai fatte. Niente resort ma nemmeno rigurgiti hippy, ecco. E invece ci ho pensato una notte e il mattino successivo le ho whatsappato un timido “Ok”. Avevo letto di quel libro di Shonda Rhimes: L’Anno del sì. Era ora di metterlo in pratica.

Avete presente quei viaggi che speri sempre che ti organizzino dove non sai nulla di quello che ti capiterà e ti portano via da casa bendato? Ecco, siccome finisce che non te li organizza mai nessuno, questo poteva essere il modo migliore per avvicinarsi: crearsi da sole la sorpresa. Io e Laura siamo partite un giovedì di luglio. Direzione: Sud. Abbiamo sfruttato il passaggio di un amico che doveva andare in Puglia per lavoro e senza sapere bene dove a una certa gli abbiamo detto ok, basta, ci fermiamo qui. Abbiamo sistemato la tenda in un campeggio in un paesino sulla costa tra Molise e Puglia. Poca gente, poche cose. Perfetto. Per i soldi, a parte qualche spiccio pratico, abbiamo deciso di scaricare l’app di Hype, non volevamo nemmeno portare il portafogli (nemmeno il telefono, in realtà, ma poi ha prevalso la vocina di mamma che ci diceva «ma dove andate, ma si può sapere come faccio se vi succede qualcosa?»). Con Hype abbiamo pagato tutto, dal campeggio al treno di ritorno. In più, io e Laura ci siamo divise tutte le spese ricaricando mano mano l’una il conto dell’altra, con la rapidità di mandarci un messaggio su WhatsApp. E sapevamo mano mano quanto avevamo speso (vi dicevo prima di quel problema coi denari), come con quelle app wallet che all’inizio sono comode ma poi ti dimentichi di aggiornarle e non ti ricordi più dov’eri e quanto avevi pagato. Ecco, in questo caso è tutto categorizzato in maniera automatica e coi grafici. Basta alibi (argh).

All’inizio a Marina – questo il nome del paesino delle nostre vacanze – ci guardavano un po’ male quando per pagare tiravamo fuori il telefono, ma quando glielo abbiamo spiegato a Guglielmo, il signore che gestiva il campeggio, quasi quasi se lo scaricava anche lui. È che lui con il touchscreen degli smartphone non si trova – ci ha spiegato – ma glielo ha fatto fare al figlio che a ottobre ha iniziato a studiare a Roma. Almeno così fa prima a pagargli l’affitto della stanza e, siccome il conto si può mettere in pausa (completamente o solo alcune funzioni), è più sicuro e soprattutto a prova di spese pazze da figlio neo-fuorisede che sbarca nella Capitale. Non abbiamo fatto foto, io e Laura (a parte una, questa qui sopra). Avevamo fatto il patto di spegnere i social e ridurre al minimo i contatti con il resto del mondo. Volevamo fare proprio le turiste improvvisate e un po’ vecchio stile. È così che abbiamo conosciuto un sacco di persone, oltre a Guglielmo e suo figlio Luigi. Insieme a Rosa, la signora che gestisce la trattoriola vicino il mare, abbiamo imparato a fare anche gli strascinati (e a causa sua siamo ingrassate quel paio di chili). Sì, ok, non sono venuti benissimo, ma sempre meglio di come ci venivano le orecchiette, per quelle eravamo senza speranze.

Questa è stata la mia unica vacanza estiva, tranne un ritorno qualche giorno dai miei. E, davvero, è durata tre giorni ma è stata più intensa delle vacanze dell’estate scorsa che di giorni ne era durata dieci.

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Con Laura abbiamo già deciso di rifarlo, ma sempre così, andiamo e vediamo cosa combiniamo. Su Hype c’è la funzione “Obiettivi”, dove si imposta scadenza e budget, e ogni giorno si accantona qualcosina. Come il porcellino di terracotta, ma in versione moderna (e più comoda, tanto Hype se lo ricorda da solo). Il prossimo obiettivo – appunto – è un weekend a Berlino. Niente passaggi, dovremo prendere l’aereo, ma poi vige sempre la stessa regola: vediamo come va.

Nel frattempo, in città ho deciso che uscirò solo con il minimo indispensabile, così finalmente utilizzerò quelle borsine piccole piccole che prima compro e poi non uso mai perché non ci sta nulla ma sono così belle. Ora che esco solo con il telefono, il rossetto e le chiavi mi avanza pure spazio.

Articolo realizzato in collaborazione con Hype.