La magia di Kew Gardens.
Non è affatto un caso che “cultura” abbia la stessa radice etimologica di “coltura”. Coltivare la terra per produrre frutti è analogo a coltivare la mente, raffinarla, elevarla, fino ad estrarne i migliori frutti spirituali ed estetici. Tutte le civiltà (tutte le culture) sono iniziate con la sedentarizzazione resa possibile appunto dall’agricoltura: e hanno proseguito come progressiva occupazione, lavorazione ed umanizzazione della terra e delle menti. Esprimono questa evoluzione dell’umanità, ancor più delle coltivazioni “utili” alla sopravvivenza, quelle che sono unicamente belle: un cespuglio di rose più di una melanzana, un’aiuola fiorita più di un campo di cavoli.

Farming, ma ancor più gardening, è per gli inglesi questa opera di continua civilizzazione: è l’onorevole passatempo delle signore, l’orgoglio delle casette suburbane, la panacea che risolve ogni problema, che calma, risolleva, rilassa, abbellisce, fa socializzare, seconda forse soltanto alla onnipresente tazza di tè.

Se il parco pubblico è per la città ciò che il giardino è per la casa, l’orto botanico è il parco pubblico all’ennesima potenza, perché non solo curato e regolato, ma etichettato ed ordinato secondo scienza. E’ la vittoria definitiva dell’Uomo sulla natura selvatica, il faticoso ritorno all’Eden da cui la coppia di sciocchi (e di sicuro non britannici) progenitori disobbedienti alle regole ci ha allontanato.

Kew Gardens è tutto questo. Paesaggio all’inglese, apparentemente casuale ma in realtà programmato fin nel minimo dettaglio, come le canzoni brit-pop, semplici e leggere come bolle di sapone ma sapientemente arrangiate per ottenere un voluto effetto di naturalezza.

Le meravigliose serre, come cristalli sfaccettati che emergono fra il verde, vincono l’indisciplinato clima naturale con l’artificio, facendo convivere la palma e l’abete, il cactus e la betulla.

E infine qualche tocco di esotismo, una pagoda, un tempietto greco, un ponticello giapponese: a ricordarci che il principio è ridurre la natura a cultura, e le altre culture a Britannia.