FROM NEW YORK.

È interessante ricercare le caratteristiche e le pulsioni di un architetto in funzione del suo segno zodiacale.

Hanno pensato a questo Dan Graham e Jessica Russel per una rubrica di DOMUS chiamata “A horoscope from New York by Dan Graham & Jessica Russel”.

Lui artista concettuale, teorico della cultura e dell’arte, ha suscitato interesse negli architetti per aver in qualche modo affrontato in chiave artistica la dimensione pubblica e quella privata, sostenendo che il concetto di pubblico, contrapposto a quello di privato, può dipendere da convenzioni architettoniche.

“L’immagine dell’interno definisce o è definita dal concetto generalmente accettato di privacy”.

Lei, Jessica Russel, non la conosco, ma si evince abbia lavorato nel cinema e nella televisione e ora si sia data all’architettura.

Il primo oroscopo del 2011 parte con una cuspide acquario-pesci: Louis I. Kahn.

Idealista, ma nello stesso tempo attaccato alla matericità, come dimostrano le sue architetture. Solitario, come la sua morte.

Nato sotto il segno dei pesci, come recita Antonello Venditti in una nota canzone del ’79, Frank Gehry e le sue architetture “simbolo” piene di effetti speciali per Los Angeles e Hollywood, dove il suo lavoro comincia a funzionare come un marchio o un segno distintivo per la città.

L’ analisi continua con il confronto tra le personalità di Mies e Terragni e di conseguenza con l’interpretazione di progetti chiave del loro stile, come il Padiglione di Barcellona e la Casa del Fascio.

Entrambi indipendenti, leader e autoreferenziali, conservano una dimensione spontanea e umile nei confronti del progetto.

Se poi si vuole parlare di sensualità e senso estetico nel progetto, va da sé, dobbiamo riferirci al segno del toro.

Bruno Taut e Gordon Bunshaft sono nati sotto questo segno ed effettivamente rispecchiano in pieno le caratteristiche taurine.

…e poi dicono che gli oroscopi non rappresentano la realtà!