Made in Germany.

Incontro Hien Le in un bar di Kreuzberg. È aprile, ma quì a Berlino fa ancora freddissimo.
Ci sediamo dentro e di fronte ad un caffè cominciamo a parlare. Hien Le è originario del Laos, ma cresciuto a Berlino. È una persona estremamente gentile, nei modi come nelle espressioni. Non è proprio un novellino in fatto di moda e nel suo ampio background può vantare esperienze come sarto, stilista e responsabile vendite per l’agenzia berlinese Agency V (che ora lo rappresenta ndr). Da un anno ha fondato la sua etichetta e produce una collezione propria. Lo abbiamo incontrato per saperne di più.

hien_le

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CB – Cosa ti ha spinto a creare una nuova collezione? Il mondo della moda sforna nuovi brand ogni giorno, sentivi mancare qualcosa nel mercato?
HL – Si tratta più di una necessità personale, quello che mi mancava era creare qualcosa. Non penso che manchi nulla nel mercato della moda al giorno d’oggi, né che si possa creare qualcosa di davvero nuovo. Sentivo solo il bisogno di costruire, fisicamente proprio, toccare i materiali, vedere qualcosa di stupendo che prende forma tra le mie mani. Mi piace tutto ciò che è bello, armonioso.

CB – La tua collezione infatti sembra più dedicata ai particolari e alla semplicità. A cosa ti ispiri?
HL – A ciò che ho intorno, alla bellezza delle persone, voglio creare qualcosa che metterei anch’io volentieri. Perciò la mia collezione è “silenziosa”, non ci sono pezzi con colori forti o silhouette aggressive, tutto è giocato sulla semplicità e soprattutto la qualità dei materiali.

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CB –  Al giorno d’oggi sono poche le aziende che producono in Europa, mentre dal tuo sito ho scoperto che produci tutto in Germania. È vero?
HL – Sì e in particolare gran oarte della produzione è realizzata qui a Berlino. In Germania la qualità del lavoro è ottima, ma i tedeschi non sembrano apprezzare né sostenere questa risorsa. In Italia siete molto più fieri del vostro lavoro, mentre qui… Anche le grandi aziende che non appartengono alla moda, producono tutto all’estero e in questo modo le piccole realtà locali falliscono. Ad esempio, c’erano moltissime aziende tessili qui nei dintorni, quasi tutte hanno chiuso negli ultimi anni. Facendo un po’ di ricerca sono riuscito a trovarne alcune che si sono rese disponibili per la mia produzione. Oltre all’ottima qualità e alla comodità di avere la produzione vicino, per me è importante sostenere queste piccole realtà, che altrimenti finirebbero con lo scomparire. Così invece anche loro hanno ancora una ragione di esistere e crescendo insieme ci sosteniamo a vicenda. Credo che questo sistema flessibile e locale possa portare ottimi risultati.

CB – Ultima domanda. Quando potremo trovarti in Italia?
HL – Spero presto, ci sto lavorando.

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