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Accade spesso che, canticchiando una canzone sentita miliardi di volte, capiti di chiedersi: ma poi, come faceva veramente? Agli albori di internet, quando ancora connettersi voleva dire attaccare un cavo e aspettare decine di minuti accompagnati da strani ronzii, ricordo intere serate dell’adolescenza passate a cercare e stampare i testi delle mie canzoni preferite. Oggi è tutto più immediato: per trovare qualcosa sul web bastano pochi secondi, e programmi e app come musiXmatch, riconoscendo automaticamente la canzone, offrono la possibilità di leggere e cantare strofe e ritornelli in tempo reale.

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Certo, i testi scritti coi pennarelli nella Smemoranda avevano tutto un altro sapore, ma ecco un’idea che piacerà a chi ha nostalgia dei fogli piegati e scarabocchiati, degli evidenziatori e delle dediche scritte a mano. I grafici, si sa, fanno tutto a modo loro, anche il karaoke: Hey Jude, di Stefano Agabio, è sperimentale, colorato e creativo. Gli unici ingredienti sono una serie di cartoncini, una canzone intramontabile, dei pantoni colorati e tanta voglia di giocare con la tipografia.

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Un lavoro assolutamente irresistibile per chi adora i Beatles e cantare, oltre ovviamente alla grafica. L’unico inconveniente è che non si può portare sotto la doccia; ma per quella (e per altre assurde occasioni, come ci insegna il grande Troisi con un’altra canzone dei Beatles) andrà benissimo anche il classico nananannneiiii!