God (s) Of Metal

Hesher è la prova che il buon vecchio rock ‘n’ roll salva ancora delle vite. Certo, ne distrugge anche molte. Ti fa litigare con i tuoi genitori, sbattere porte, decidere di non lavarti più i capelli per avere quello stile un pò così, di conseguenza maleodorare, diventare un reietto della società, guidare auto fuori legge con tassi alcolici sconsigliati, eseguirti dei tatuaggi fai-da-te, compiere atti vandalici, farti arrestare, fare sesso non protetto, distruggere chitarre molto costose, spaccarti i timpani e rompere la tranquilla quiete del vicinato, incorrere in strani picchi di depressione e euforia, a fasi alterne, proporzionali all’astinenza da droghe più o meno leggere, infine, su tutto, pare che il rock ti renda un tipo poco gentile, triviale, anarchico, beone e non sottovalutiamo il fattore piromania.

La professoressa di latino ti guarda dall’alto in basso e sostiene che non è il ribelle il modello da seguire, ma quello che sa rispettare le regole. Di quello ti dovresti innamorare, non di quel fallito del tuo ragazzo che a domeniche alterne va a spaccare le vetrine delle banche. E’ l’impiegato postale il vero eroe dei nostri tempi! Quello che sta dentro la banca! E mentre ci rifletti su e valuti l’ipotesi che forse non hai capito nulla della vita, entra lui, Hesher, l’ingresso segnalato da un suono di fanfare, fanfare suonate dai Metallica. Ti guarda coi suoi occhi cerchiati e inespressivi, beve un sorso di birra e fa un rutto. E tu già lo ami.

Politicamente scorretto. Come il dito medio che Hesher ha tatuato sulla schiena. Hesher è Joseph Gordon-Lewitt e chi l’avrebbe mai detto che quello smidollato (sì lo so che lo avete amato in 500 giorni insieme ma è uno smidollato)avrebbe mai potuto diventare così sexy. Presentato al Sundance Festival nel 2010, Hesher è stato qui è un sorprendente film indie, esordio alla regia di Spencer Susser. Scardina tutti i clichè.

Hesher piomba addosso a un ragazzino che ha appena perso la madre e gli rende la vita un inferno. Certo, in qualche modo lo aiuta, ma quello è solo un effetto collaterale. Tra l’incontro e l’aiuto c’è un enorme intermezzo in cui, senza farsi alcuno scrupolo – e già solo quest’idea è esilarante – Hesher gli occupa la casa, lo fa arrestare, distrugge il suo unico sogno d’amore (maledetta Natalie Portman, sei bella pure vestita da idiota) appicca incendi dolosi e quasi gli uccide anche la nonna.

Certo, la sua influenza, potete immaginarlo, lo farà crescere e diventare il topolino che si ribella e dà un cazzotto in faccia al serpente. Non sono tanto sicura però che Tata Lucia approverebbe il suo metodo educativo. Di una cosa sono sicura, il ragazzino potrà pure avere problemi con la giustizia, ma di certo, con un insegnante così, non gli mancherà mai una cosa: le donne.

C’è sempre bisogno di antieroi. F*****o l’ufficio postale, viva i Motorhead.