53.780.
Tante le bottiglie di plastica prodotte, ogni ora, nella città di New York. E alla fine c’è chi ha pensato fosse davvero un peccato lasciarle al loro destino di oggetti inutilizzati (e da smaltire): meglio farle confluire in un padiglione temporaneo. In che modo?

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Si chiama Head in the clouds ed è l’installazione ospitata fino al 22 settembre sulla Governors Island di New York; progettata dallo StudioKCA, team fondato a Brooklyn nel 2009 dagli architetti Jason Klimoski e Lesley Chang, nasce dall’idea di riflettere sul potenziale dei rifiuti. Ha una struttura in alluminio e una rete metallica che tiene unite (esattamente!) 53.780 bottiglie in pet, alcune delle quali provviste all’interno di un liquido sui toni dell’azzurro. Lo spazio racchiuso da fluida coperturaè pari a 75 metri quadrati e durante il periodo estivo sarà destinato a eventi, presentazioni e spettacoli. Al suo montaggio del padiglione hanno partecipato, per alcune settimane, 200 volontari.

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Con questo progetto lo StudioKCA si è aggiudicato il concorso promosso da American Institute New York, Structural Engineers AssociationNew York e da Figment, un’organizzazione no-profit attiva nella promozione di interventi artistici in numerose città statunitensi; per il terzo il tema della competizione è stato l’ideazione del City of Dreams Pavilion.

Quanto altro si potrebbe fare con quanto finisce nel cassonetto? Molto. Un altro esempio, sullo stesso tono, arriva da Parigi e porta l’illuminante nome di WasteLandscape: si tratta di un’installazione curata da Clémence Eliard ed Elise Morin e composta di 65.000 cd, invenduti o raccolti nei negozi di dischi e informatica, di cui vi abbiamo parlato qui.

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Immagini estratte dai profili Facebook di StudioKCA e FIGMENT NYC.