I libri impossibili di Hato Press.

Sembra quell’editoria minore degli anni Settanta, clandestina e silenziosa, volta all’azione morale più che ad ogni altra cosa. Hato press batte nel cuore di Londra in un piccolo ufficio e si descrive come un posto speciale per stampare libri. Ed è proprio vero.

Qualsiasi libro impossibile anche ad esistere solo nel pensiero, qui prende forma. Carte, inchiostri, macchine da stampa e taglierine, lavorano e partoriscono in continuazione creature incantevoli, colorate e preziose da tenere tra le mani.

Tutto quello che pochi, pochissimi, pochissimissimi tipografi ti permettono di fare, da loro è concesso. Sperimentare colori, obbligare stampanti a ingerire fogli troppo leggeri o troppo pesanti, sposare formati diversissimi in uno stesso volume, rilegare, tagliare, piegare e ripiegare. Insomma un paese dei balocchi fatto di prove, sperimentazioni e tentativi, in cui ogni idea può prendere forma, nel vero senso della parola.

Collaborano con artisti, designer, illustratori, ma soprattutto con tutti quelli che pensano di avere una grande idea e vogliono vederla pubblicata. Senza discriminazioni, né pregiudizi. Fuori da ogni canone e da ogni registro, Hato Press desidera portare le competenze del design in tutti gli ambiti possibili e impossibili, affinché una cosa sia bella perché pensata e progettata come si deve.

Il tutto condito con un pizzico di passione.