Halloween si avvicina a grandi passi (“Come vola il tempo…” cit. la nonna) e questa settimana voglio portarvi in uno dei luoghi più adatti per godere appieno della festa più spaventosa dell’anno: le catacombe di Parigi.

È un’avventura adatta agli audaci – e sopratutto ai non claustrofobici, visto che consiste nell’addentrarsi nella più grande necropoli del mondo, che si estende sotto la capitale francese per più di 300 km e conserva i resti di circa 6 milioni di persone. Se siete ancora dell’idea di andarci, l’ingresso si trova sotto piazza Denfert-Rochereaua darvi il benvenuto la scritta: “Fermatevi! Questo è il regno della morte” – e la visita (che vi permetterà di attraversare una piccola parte delle catacombe, il resto non è aperto al pubblico) vi occuperà circa 45 minuti e costerà 12 €. Portatevi un maglioncino, che i cunicoli sotterranei e le caverne sono rinomatamente posti umidi e freddi.

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Come sono nate le Catacombe di Parigi? Un po’ di storia

In principio, sotto la capitale c’erano delle cave da cui si recuperava materiale (calcare, gesso e argilla) per la costruzione della città soprastante. Cave che col tempo iniziarono a provocare crolli e quindi, intorno al XVIII secolo, vennero chiuse. Ma a questi spazi vuoti e ampi venne trovata una nuova funzione quando, nel XII secolo, i parigini si ritrovarono con i molti cimiteri parrocchiali troppo “affollati” e dalle condizioni sanitarie più che precarie. Prendendo spunto da Roma e dalle sue catacombe, nel 1786 si decise di trasferire ossa e corpi di tutti i morti di Parigi dai cimiteri cittadini alla necropoli – operazione effettuata di notte e accompagnata da molte processioni, con canti e preghiere per i defunti. Prima però le volte delle cave vennero rafforzate, si costruirono scalinate per raggiungere i piani inferiori (a circa 20 m sotto terra) e un pozzo da cui gettare le ossa. Lo spostamento delle spoglie durò 15 mesi. E fino al 1814 proprio qui vennero interrati tutti i morti della capitale.

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Le ossa furono poi disposte lungo tutto il perimetro delle catacombe in modo ordinato, quasi geometrico, spesso unite per la funzione avuta: muri di tibie, pareti di teschi, e così via. È questo che oggi si può vedere durante una visita a questo luogo affascinante e oscuro. Se ne può ascoltare il silenzio e ci si può fermare un istante ad immaginare milioni di vite vissute.

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