greenwashing_Cosebelle_00

Photo credis: Sylvain Adenot

<<Greenwashing è un neologismo indicante l’ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un’immagine mistificatoria per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. Il termine è una sincrasi delle parole inglesi green (verde, colore dell’ambientalismo) e washing (lavare) e potrebbe essere tradotto con “lavare col verde” o, più ironicamente, con “il verde lava più bianco”.>>   Fonte Wikipedia

Greenwashing, però, non è solo una tecnica di marketing che consiste nel presentare un prodotto come eco-friendly, ma è anche il nome dell’ultima edizione del Festival di Bellastock, che si è appena svolto in Francia, a Maisse, a pochi chilometri da Parigi.

greenwashing_Cosebelle_01

Photo credis: © Camille Bécam

Bellastock è un’associazione nata nel 2006, grazie all’impegno e alla volontà di 5 studenti di architettura,  negli spazi a disposizione della Scuola di Architettura a La Villette. Inizialmente il gruppo si è occupato di ricerca, affiancando poi a quest’attività l’organizzazione di grandi festival internazionali e di workshop di auto-costruzione. I temi che i ragazzi hanno voluto affrontare durante la recente edizione del festival sono il verde in architettura e l’architettura effimera: per farlo hanno scelto il riferimento al greenwashing, indicando con un po’ di umorismo una tendenza che si sta diffondendo tra gli architetti, ovvero l’utilizzo di una natura “sintetica, artificiale” come elemento naturale, anche su strutture in cemento. L’obiettivo finale, non era quello di paragonare le strutture che sono state costruite durante i giorni di festival con i materiali presenti in natura (essenzialmente rami di castagno) con questi “ progetti” di architettura, ma solo quello di deridere questo nuovo “metodo”.

greenwashing_Cosebelle_02

Photo credis: © Camille Bécam

“L’idea di costruire con rami e corde viene dalla nostra voglia di rendere gli studenti sensibili a tematiche importanti, quali il recupero del sapere e del lavoro manuale e l’utilizzo delle materie prime naturali nelle costruzioni. Questa, poi, è stata anche per noi l’occasione di lavorare a stretto contatto con artisti del paesaggio e imparare molto su un tema specifico come quello di costruire qualcosa di sostenibile con elementi vegetali”, racconta Simon, uno degli organizzatori.

greenwashing_Cosebelle_03

Photo credis: © Camille Bécam

“Il progetto della creazione collettiva di una città effimera, che proponiamo ogni anno, ha l’obiettivo di esplorare vari campi dell’architettura. La natura effimera quest’anno, ci ha consentito di ritornare alle originali forme di organizzazione”, continua Simon “ad ogni gruppo di partecipanti è stato chiesto di progettare, costruire e vivere il proprio progetto.”

greenwashing_Cosebelle_04

Photo credis: © Camille Bécam

Il festival si è appena concluso (18-20 maggio 2013) ed è stato un vero successo: ha coinvolto molte persone, grandi quantità di materiali da costruzione, di piante e di alberi, dando vita a numerose attività. Ecco alcuni numeri:

– 1000 costruttori coinvolti, 80 volontari, 600 visitatori provenienti dai dintorni (ovvero, grandi numeri, considerando che il festival non si è svolto nella capitale parigina);
– 40 km verghe di castagno, 40 km di corda;
– 2000 pallet utilizzati per la costruzione dei letti;
-100 specie di piante piantate alla fine del festival;
– 200 i progetti che sono venuti fuori dalla sinergia di studenti, artisti, architetti, paesaggisti e architetti.

greenwashing_Cosebelle_05

Photo credis: © Sylvain Adenot

L’obiettivo del festival è stato fornire agli studenti, agli architetti e ai volontari, gli strumenti per progettare un pezzo di città effimera o solo un rifugio, con l’utilizzo di materiali naturali. Nell’edizione precedente, il festival di Bellastock ha “invaso” la città selezionata con strutture gonfiabili sparse ovunque; verde e le piante sono state al centro dell’iniziativa quest’anno, movimentando e animando Maisse. A tutti i partecipanti, al momento dell’iscrizione, sono stati forniti vari esempi di realizzazione di architetture effimere, ottenute con materiali naturali, quali rami di alberi, canne di bambù, legno, piante e tessuti naturali al fine di mostrare quali tecnologie poteva essere impiegate in questo caso.

greenwashing_Cosebelle_06

Photo credis: © Camille Bécam

In un fine settimana, per tre giorni consecutivi, si sono riversati a Maisse circa un migliaio di persone: armati di pale, tanta volontà e un po’ di forza, hanno partecipato alla realizzazione di un’ eco-città, essenzialmente composta da rami di alberi. Inoltre sono stati proposti spettacoli, concerti, feste: tre foglie, rami e insalata si è vissuto nella nuova “città costruita”, divertendosi insieme alla comunità locale.

greenwashing_Cosebelle_07

Photo credis: © Camille Bécam,

greenwashing_Cosebelle_08

Photo credis: © Sylvain Adenot

E dopo aver lavorato intensamente e aver socializzato durante i giorni precedenti, quando al tramonto dell’ultimo giorno i dj hanno iniziato a suonare musica elettronica per tutti i partecipanti, l’atmosfera del festival ha iniziato a scaldarsi. Il camp è stato dotato di ogni comfort: addirittura le docce hanno un sistema a pompa installato sulle biciclette!

greenwashing_Cosebelle_09

Photo credis: © Sylvain Adenot

 …non c’è da rattristarsi per non aver presentato la propria candidatura e per non aver partecipato! Infatti Bellastock si ripete ogni anno, con un tema differente e in una nuova città. Nell’attesa l’appuntamento, aperto a tutto è per il prossimo week end: sul sito verrà lanciata una due giorni di semina collettiva e di giardinaggio e per godere della campagna in queste prime giornate di sole… basta armarsi di tenda, attrezzi da giardinaggio, semi da piantare e voglia di divertirsi!

greenwashing_Cosebelle_10

Photo credis: © Sylvain Adenot

Ulteriori contatti su Facebook o scrivendo una mail a contact.bellastock@gmail.com