“Tutti i bambini felici sono simili gli uni agli altri; ogni bambino infelice è infelice a modo suo” (semicit)

L’incipit di Anna Karenina è stato oggi riadattato (pardon Mr Lev Tolstoj) per una buona e giustissima causa, ve l’assicuro. A casa Tunué sono arrivati due nuovi e coraggiosi bambini a rallegrare la collana Tipitondi ed entrambi, a modo loro, sono piccoli eroi dalle mille avventure che, con la loro differente infelicità, vogliono raccontare il difficile lavoro di crescere e di entrare in contatto con quelle persone chiamate adulti che paiono sempre così complicate e disposte solo a fare domande terribilmente difficili. Dopo Viola Giramondo, arrivano due piccoli pargoletti a raccontare l’arte di diventare grandi ed entrambi, con le loro bellissime particolarità, sono dolcetti appena sfornati per affrontare i pomeriggi più difficili.

non_sei_mica_il_mondo_cover_HRNon sei mica il mondo – Raphaël Geffray, Tunué Tipitondi
Ci sono storie che sono scarabocchi e viceversa. Non sono mica il mondo è proprio uno di questi, è una storia senza parole ma solo rumori, è un insieme di scratch di matite su fogli di carta che raccontano il tempo scandito dalla data che cambia sulla lavagna. Bené non sa come affrontare il mondo che lo circonda, è arrabbiato e non sa come trasmettere il caos che ha dentro di sé. Incompreso, scopre l’arte di raccontarsi sui fogli di carta grazie anche a un’insegnante che comprende l’unicità di un bambino ribelle e poco amato dai propri compagni di classe in una storia che è tutta un rincorrersi di ombre, dal tratto deciso e marcato, proprio come chi ha un carattere forte e certo di non arrendersi.

 

L’uomo montagna – Séverine Gauthier Amélie FlechaisLuomo-montagna-cover,Tunué Tipitondi
La scalata di una montagna come metafora dell’importanza di affrontare un cammino arduo per ammirare la vista dalla cima del monte è sempre il metodo migliore per affrontare il faticoso percorso meglio definito come crescita. Il piccolo protagonista di questo graphic novel è un vero e proprio avventuriero con tanto di zaino in spalla e voglia di affrontare il vento più forte che ci sia (letteralmente). I colori sgargianti dalle infinite sfumature di L’uomo della montagna sono l’escamotage per creare mondi fantastici, un universo così favolosamente vero. La storia creata da Séverine Gauthier e Amélie Flechais è una poesia che narra l’importanza di capire chi siamo e trovare le nostre radici per essere pronti a farci spingere dalla brezza nelle braccia del futuro con tutto il coraggio di cui abbiamo bisogno.

Due nuovi Tipitondi che hanno due stili completamente opposti, due storie con toni così differenti eppure con il considerevole compito di raccontare il meraviglioso mondo della crescita, del comprendere ogni sfumatura del nostro io, sin dalla più tenera età, per trovare tutta la forza di raggiungere i nostri obiettivi ed esaudire ogni nostro desiderio, qualsiasi fatica e ostacolo incontreremo sulla nostra strada.

Bon voyage!