L’estate è una gran bella invenzione. Siamo tutti più rilassati, più belli, ilari, propensi al socializzo e al gozzoviglio facile. Ogni occasione è buona per incontrarsi e banchettare. L’aperitivo spopola, esce dal territorio del “pre” e si eleva a vero e proprio evento a se stante, evolvendo in cena, dopo cena e, talvolta, buona notte.

Illustrazione di ELENA XAUSA

Illustrazione di ELENA XAUSA

Quale che sia il contesto il sommo vino non può mancare anche se, bisogna ammetterlo, la calura estiva porta in auge il battaglione dei cocktails che sfoderano la loro esoticità e freschezza.
Sia che decidiate di indugiare nel dolce far niente scegliendo di abbeverarvi in un locale o che vi lanciate in un banchetto fai da te ecco alcune dritte che vi faranno arrivare a termine serata con il palato sorridente e lo spirito croccante.

Se preferite la monogamia tannica il vostro braccio destro sarà senz’altro una ghiacciata bollicina. Nelle vesti di padroni di casa la freschezza della bolla è essenziale, uno spumante caldo, seppure di categoria sopraffina, risulta un liquame povero, insulso e pesante. Stipate il frigo di cubetti di ghiaccio o razziate il vostro bar di fiducia: la freschezza è metà bontà. La temperatura ideale è 6-8 gradi, non esagerate, la fusione a freddo annienta ogni aroma. Datevi ad un Prosecco D.O.C.G. o D.O.C., delicato e non troppo invasivo mette d’accordo tutti e con i suoi 11/12 gradi fa decollare dolcemente l’allegrezza.
Passate poi ad un Franciacorta D.O.C.G., realizzato con Metodo Classico, vi solleticherà con i suoi profumi intensi e la sua elegante struttura. Se siete tipi da frutta via libera al Sauvignon Blanc o al Cartizze D.O.C.G.
Se amate il rosa lasciatevi intrigare dalle numerose declinazioni di Rosè spumante, generalmente fruttato e beverino.
Non dimenticate di nutrirvi con copiosi stuzzichini: sono la base di ogni buon banchetto, e se non siete equipaggiati a dovere rischiate di ritrovarvi con il capo penzolante, la favella insabbiata e l’espressione non troppo vispa da bradipo interdetto. Piluccando qua e là focaccine, pizzette, patatine, frutta, mozzarelline, pomodorini e croccanti farinacei prolungherete il piacere del brindisi.

Volendo invece svolazzare di bicchiere in bicchiere per una variegata esperienza, dopo una bolla iniziale, scivolate su un buon bianco, sia esso Ribolla Gialla D.O.C., Fiano d’Avellino D.O.C.G., Pinot Grigio o Traminer.
A meno che non siate in altura, il caldo relega il vino rosso in angolino, ma se proprio anelate un intenso incontro con il rubino concedetevi in chiusura un Babera d’Alba D.O.C., un Langhe D.O.C. Rosso, un Nero d’Avola D.O.C. o un Primitivo di Manduria.
Se siete lascivi e non volete precludervi nulla, innalzando il livello di cibarie, suggerirei inizio bolloso per apparecchiare i sensi, passaggio soft al superalcolico con un sempreverde Spritz, da provare anche nella variante Saint Germain (basta aggiungere agli ingredienti classici il liquore Saint Germain. che con il suo aroma fruttato vi eleverà nel gotha dei foraggiatori di drinks). Passaggio obbligato sul tropicalissimo Mohijto da sperimentare nelle varianti vinose, con Moscato o Prosecco in sostituzione alla soda, o fruttose: anguria, ciliegia, cocco, ananas o qualsiasi altro frutto ad eccezione del durian (menta e piedi-post-due-giorni-di-camminata-senza-calzini non si sposano bene).

Laguna Blu, Isola di Rangiroa

Laguna Blu, Isola di Rangiroa

Conclusione con Rhum Cooler o, più probabilmente, con intrugli inimmaginabili figli della vostra ormai spropositata creatività. I più temerari, calano il sipario con uno staff polposo di amari, altri amano il colpo di coda, e ripartono dal primo o da una bevanda a caso (questo atteggiamento favorisce l’ebbrezza molesta, maneggiare con cura).
Mettete in conto un po’ di aureola il giorno successivo e una reattività sottotono, ma sono rischi che credo siate disposti a correre… Buona estate!