Gli Oscar prima degli Oscar

Ieri si sono tenuti i Golden Globes. Come da tradizione, nessuno se li fila e tutti aspettano due mesi per guardarsi gli Oscar. In effetti se guardi i Golden Globes potresti rovinarti la sorpresa della notte più dorata di Hollywood poichè spesso i premi assegnati coincidono. Tuttavia non mi pare un buon motivo per snobbarli e così, da brava rompiscatole quale sono, vi rovinerò il finale del film descrivendovi dettagliatamente tutti i globi d’oro assegnati. Il premio, istituito nel 1944, prevede, in sostanza, che la stampa estera decida tra i candidati operanti stabilmente nell’area di Hollywood. La cosa restringe notevolmente il campo e fa spesso dell’Europa la grande esclusa della serata, ma a noi ci piace lo stesso anche così.

Cominciamo: il Premio per il Miglior Film Drammatico va a The Descendants – Paradiso Amaro di Alexander Payne con George Clooney nei panni di un uomo che deve ritessere i rapporti con la propria famiglia dopo l’inaspettata morte della moglie. Clooney in nomination nella stessa categoria ma come regista per Le Idi di Marzo, viene dunque promosso nel più rodato ruolo d’attore. Ce lo troviamo sul red carpet senza elisabettona e con una non meglio identificata biondina. Una fidanzata a film.

Miglior Attrice è, come non aspettarselo, l’inossidabile Meryl Streep, per il suo ritratto di Margareth Tatcher in Iron Lady. Non era facile, perchè con lei si sfidavano anche Glenn Close e Tilda Swinton entrambe reduci da interpretazioni magistrali, rispettivamente per Albert Nobbs e per l’intenso …E ora parliamo di Kevin.

Il Globo per La Miglior Commedia o Musical va al pluripremiato The Artist di Michel Hazavicius che ha avuto il riconosciutissimo merito di riportare sugli schermi, dopo tanto 3D la semplice emozione del cinema muto. Senza parole ma con una colonna sonora magistrale, tale da aggiudicarsi anche la vittoria delle composizione più belle. Dujardin si becca anche il premio come Miglior Attore della stessa categoria. Tra le donzelle, è invece Michelle Williams a trionfare, nel difficile – se non impossibile – compito di restituirci intatta la grazia fragile dell’indimenticabile Norma Jean, nel delicato My week with Marilyn.

Miglior film d’animazione è The Adventures of Tin Tin, Steven Spielberg fa un regalo ai più piccoli e alla Francia portando magistralmente sullo schermo uno dei loro simboli più esportati. Tra gli attori non protagonisti la fanno da padroni Christopher Plummer per Beginners e Octavia Spencer per The Help, che ancora non abbiamo visto ma già ci ha stufato da quanto ne sentiamo parlare.

Infine Miglior regista Martin Scorsese per Hugo, storia strappalacrime dell’incredibile amicizia tra un orfanello e un robot. Prima di salutarci, Miss Ciccone è da tempo che prova a sfondare al cinema ma raccoglie solo flop. Anche ai Golden Globes sembrano volerle ricordare che è meglio che si occupi di quello che da sempre sa fare meglio: sfornare hit planetarie. A lei va infatti un riconoscimento per il suo film Edward e Wallis, ma beffa delle beffe è quello per la miglior canzone, Masterpiece. Anni fa lo vinse anche Eminem, quindi cara Veronica, fossi in te, non mi pavoneggerei più di tanto.

Ps. Istituirei un Premio Speciale della Giuria solo per l’orecchino di Elton John, sempre il più sobrio di tutti.