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Mai titolo di film fu più azzeccato per descrivere la sensazione quasi circense del barcamenarsi nel vivere quotidiano.  Prima fu un perdersi nel tentativo di scuotere la noia di giorni tutti uguali, casa-lavoro-figli-bollette-dormire e poi domani, di nuovo, lo stesso. Un perdersi tra le braccia di una semi-sconosciuta, così tanto per fare. Poi una volta scoperti, le spalle al muro si tenta con ogni sorta di mezzo di recuperare mostrandosi il marito più bravo del mondo, amando dei figli anche le noie, e di una moglie tradita persino le urla, i pianti, e i rimpianti.

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A volte – come spesso accade – una cosa senza importanza diviene un macigno da portare in due. L’innocente si stanca di un peso ingiusto, lo molla in mezzo al selciato e va via. Il suo pensiero di risoluzione civile di colpo si sposta in una aggressiva reazione che conduce di norma a porte sbattute e taciti addii. I figli ne fanno le spese, eppure non smettono d’amarti solo perchè sei un uomo che ha sbagliato. I figli ti vogliono bene pure con quella faccia, da cane abbandonato in autostrada, con quella casa che casa non è, solo uno sgabuzzino che dividi con le scope (che stanno di certo meglio di te).

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Di colpo ci si rende conto che la matematica è un’opinione. In due prima del divorzio era una divisione, adesso, una moltiplicazione. Due case, due affitti, uno stipendio che quello beh, è capace solo a diminuire. Ma è dura vincere la saggezza dei proverbi e allora si insiste, che la matematica non è un’opinione, se doppie sono le spese bisognerà trovarsi un secondo lavoro. Con tutte quelle ore alle Poste, non resta che alzarsi quand’è ancora buio e scaricare cassette al mercato. Improvvisamente quelli a cui davi l’elemosina diventano tuoi colleghi di lavoro e quello che ha bisogno d’elemosina sei tu.

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O paghi il gelato a tuo figlio o paghi l’affitto per oggi. La vita è fatta di scelte e meno male che i gelati a tuo figlio piacciono e che tu hai una macchina grande, perchè è lì che andrai a dormire. D’improvviso scopri la Vergogna. Nulla a che vedere con la scoperta di un tradimento. Vergogna profonda che fa sgattaiolare via, quella che ti fa guardare le spalle come un ladro e sputare in faccia a tua figlia quando varchi per la prima volta, perdendo la verginità, la soglia della mensa dei poveri.

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Il nuovo povero sei tu. Quello delle statistiche, quello che non ha più niente, nemmeno la dignità. E allora è finita. Nella mente le parole di uno come te che un giorno ti disse: “divorziare è un lusso da ricchi”. Benvenuti in Italia, perchè è questo il Paese Reale.