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Nessuno è serio a 17 anni. Una sera, al diavolo birre e limonata e gli splendenti lumi di chiassosi caffè! Te ne vai sotto i verdi tigli a passeggiare. Notte di Giugno! Diciassette anni! Ti lasci inebriare. La linfa è uno champagne che dà alla testa…divaghi e senti un bacio sulle labbra che palpita come una bestiolina. Robinsoneggia romanzesco il cuore folle, quando, nel pallido chiarore di un riverbero passa una signorinetta affascinante all’ombra dell’inamidato collo paterno…Innamorato. Catturato, fino alla fine di Agosto. I tuoi sonetti la fanno ridere. Tutti gli amici se ne vanno, sei di cattivo gusto. Ma un giorno l’adorata si degna di scriverti! Quella sera, ritorni ai lucenti caffè e ordini ancora birra e limonata. Nessuno è serio a diciassette anni se ci sono verdi tigli lungo la passeggiata”.

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In questa poesia di Rimbaud gorgoglia lo spirito di “Giovane e bella“, di François Ozon. Isabelle (Marine Vacht), la bella, bellissima Isabelle, 17 anni, il corpo che si sveglia e fa rumore, gli occhi penetranti come lame in un fodero di malinconia, le labbra rosse dischiuse appena a rovinare un broncio che appare perfetto nella sua ostentazione, il corpo che sboccia nei jeans a Primavera e gioca d’autunno con gonne e collant, la rabbia che freme da sotto la pelle senza sapere perchè e si domanda: per quanto si può soffrire senza saperne il perchè?

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Nessuno è serio a 17 anni e se sei bella come è bella Isabelle impari presto che cosa vuol dire attirare uno sguardo colpevole in mezzo alla strada, diventare l’incubo delle tue amiche, la serpe in seno di tua madre, l’oggetto di un desiderio che preme per scassinare il tuo corpo e mira – invero – a disinnescare il mistero dell’adolescenza. Così, per gioco, un giorno, ti fai pagare. Una prostituta, una puttana di 17 anni. Che cosa vuol dire poi? Che costi agli uomini di mezza età, malati e sconfitti avvicinarsi al segreto della giovinezza, che costi frugarti in un letto d’albergo e umiliarti per umiliare loro stessi, tornare a casa col portafogli vuoto e il capo chino per un istante d’ebbrezza che ha il profumo distante dei tigli, un attimo, e poi scompare.

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Scompare Isabelle, all’ombra dei tigli, e arriva Léa, mentre le stagioni si susseguono al ritmo delle canzoni di François Hardy, il passeggiare di Léa per i corridoi degli alberghi, le sigarette fumate, gli amplessi, le cene a casa, i compiti in classe, i soldi raccolti e mai spesi, solo per sapere quanto vali.

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Perchè? Un padre che non c’è e paga pegno in denaro, una madre distratta, un patrigno che abbassa gli occhi sulle tue cosce, un fratello che cresce, una vita che passa e non ti fa sentire niente, tutto questo non spiega, non spiega perchè. Sono solo sguardi, occhi incontrati per strada, qualcuno che paga per guardare, qualcuno che guarda e basta, gratis.

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In un turbinio di schiaffi, domande, rancori, ci proveranno i genitori, i poliziotti, gli analisti…Ma non l’amore, non la Società, nemmeno la Scienza hanno la chiave per dipanare una nebbia inebriante che da secoli aleggia sugli occhi e i cuori degli adolescenti rendendoli il messaggio criptato del mondo. Tornerà Isabelle – Belle de Jour – sempre la stessa, sempre diversa.

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Perchè non si può essere seri a 17 anni.