Circa due anni fa, in questa rubrica, presentavo Pebble. Lo smartwatch, ormai famosissimo, è stato il primo per una serie di cose: il primo progetto lanciato su kickstarter ad avere un seguito così importante, ma anche semplicemente il primo orologio smart, quello da cui sono derivati tutti gli ormai onnipresenti gadget indossabili per le notifiche nell’infaticabile corsa del lo faccio anch’io a cui assistiamo per tutto quanto di tecnologico esista (come i Google Glass, ma questo è un altro articolo). Adesso, la nuova generazione di Pebble può collezionare un nuovo primato: il primo smartwatch indossabile da una persona normale. Non dovrete avere un cappello da yoda o il portachiavi del Tardis per sentirvi a vostro agio, perché Pebble sembra davvero un orologio, e non più un qualcosa che solo un nerd, o un geek, potrebbe indossare.

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Partendo da uno schermo già più ragionevole di molti competitor (come il Samsun Galaxy Gear) e da un aspetto, diciamo, sportivo, con braccialetto di gomma e colori squillanti, la versione Steel si riduce ancora e passa dalla plastica ad un quadrante in metallo spazzolato e cinturino di pelle o metallo. Qualcosa che potreste mettere ad un primo appuntamento senza passare metà della serata parlandone, insomma.

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Le funzionalità, tanto apprezzate in passato, restano le stesse: Foursquare, Facebook, Mail, app di tracking per lo sport, controllo della musica sullo smartphone, sveglie e – ovviamente – orologio. Non per niente, Wired l’ha inserito nella sua top ten di gadget presenti al CES 2014 😉