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Se avete del tempo da perdere e siete delle persone particolarmente curiose e dalla mentalità aperta in fatto di musica; se siete sempre alla ricerca di gruppi particolari, oppure siete solo tremendamente hipster, mettetevi le cuffie perché abbiamo trovato quello che fa per voi.

Forgotify nasce da un’idea di Lane Jordan, J Hausmann e Nate Gagnon. Hanno letto da qualche parte che circa il 20% di tutte le canzoni inserite su Spotify in realtà non sono mai state ascoltate, neanche una volta. Questo 20% equivale a circa 4 milioni di brani che non hanno mai avuto una dignità come tali, perché nessuno si è mai soffermato ad ascoltarli.

Il passo da compiere è stato subito chiaro: smanettando con le API di Spotify hanno creato Forgotify, che va a pescare per voi tutte le canzoni con numero di ascolti pari a zero, e solo quelle. Con una modalità piuttosto filosofica, le canzoni di Forgotify vengono proposte all’ascoltatore una volta soltanto; nel momento in cui vengono ascoltate la prima volta, vengono rimosse dal database e lasciano spazio ad altri pezzi presenti nel limbo dell’inascoltato.

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La maggior parte dei brani che Forgotify va a pescare sono piuttosto datati, perché le new entry vengono facilmente trovate e ascoltate almeno un paio di volte, mentre certi album sono lì a prendere polvere (virtualmente parlando) da molto tempo senza che nessuno li abbia mai trovati. L’algoritmo fa in modo di creare sequenze completamente random per provenienza, genere, anno di uscita. Salta fuori di tutto: molta musica classica, musica tradizionale indiana, colonne sonore improbabili, opera, folk polacco, rock in francese. Non si può dire che sia sempre un’esperienza piacevole, ma è sufficiente andare avanti e passare al brano successivo. Se durante le vostre ore di esplorazione incontrerete anche solo una piccola perla, ne sarà valsa la pena.

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(Come passa il tempo quando ci si diverte… sembra ieri che io e Angelica abbiamo cominciato a scrivere qui per voi su Cosebelle, e invece questo è il post numero 101 di Geek Pulse!)