I momenti no capitano a tutti.

E tutti – più o meno coscientemente – cerchiamo un modo per liberarci dei nostri pesi, malumori, segreti. Sarebbe bello riuscire a raccogliere tutto quel malessere e chiuderlo in una scatola, anzi in una valigia, e invece di dovercela trascinare pesantemente da soli, che qualcuno ci aiutasse a portarla. Qualcuno che ci dia una pacca sulla spalla, una parola di conforto, un piccolo sollievo, e magari una canzone scelta col cuore per farci sentire meglio. Una persona qualunque, uno sconosciuto.

Prendete questa idea e fatela duepuntozero. Questa è l’immagine, la sensazione, il pensiero che sta dietro Emotional Bag Check. Chiunque, anonimamente, può mettere il suo malessere in una valigia. Scrivere cosa non va, dai problemi esistenziali alla mancanza di voglia di fare i compiti. Non importa quanto sia grave o serio il problema, voi lo scrivete, anonimamente, e il vostro bagaglio emozionale va nel deposito dei bagagli emozionali fino a quando qualcuno non lo legge e decide di aiutarvi a portarlo. Qualcuno che vi aprirà gli occhi, vi farà vedere magari che il vostro cruccio non è grave come sembra, o magari se grave lo è davvero vi darà soltanto qualche parola di conforto, di affetto. Sceglierà una canzone e la manderà a voi. E voi,  nel sapere che qualcuno ha letto le vostre parole e vi ha dedicato qualcosa, vi sentirete meglio. Anche solo per il tempo della canzone.