Inquinamento, consumi, coscienza ecologica.  Sono argomenti – per fortuna – sempre più importanti, anche nella nostra vita quotidiana. Ma vi siete mai chiesti quanto la sola esistenza di internet consuma e inquina? Lo abbiamo chiesto a  Beppe Cataudo, giovane imprenditore italiano fondatore di Hosting Sostenibile e Ecologie Digitali, il quale ci ha raccontato moltissime cose interessanti.

Per esempio, un dato su cui dovremmo davvero riflettere:  “anche se quando navighiamo in internet o usiamo uno smartphone non vediamo una marmitta che sputa fumo nero da dietro lo schermo, dobbiamo renderci conto che internet e il settore ICT generano le stesse emissioni inquinanti dell’intera aviazione civile mondiale; e questi sono dati conosciuti già dal 2008. (fonte Gartner USA) Questo perché ogni strumento che utilizza energia elettrica per funzionare è direttamente responsabile dell’inquinamento generato dalla produzione energetica stessa, che al giorno d’oggi proviene per la quasi totalità da combustibili fossili o nucleare.”

Allora Beppe, parlaci di te e di questo tuo interessante progetto. Come è nata l’idea di Ecologie Digitali e Hosting Sostenibile?

Fin da bambini ci insegnano a spegnere le luci nelle stanze vuote, a non lasciare la tv in standby e a non utilizzare aria condizionata se non strettamente necessario. Pensiamo ora che una webfarm, per permetterci di navigare a nostro piacimento su internet e consultare i nostri siti preferiti, deve rimanere attiva con migliaia di server in funzione 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Aggiungiamo poi gli impianti di climatizzazione che mantengono le macchine a temperatura costante e controllata, i quali consumano tanto quanto i server stessi: va da sé che l’alone di sostenibilità ed eticità con il quale siamo abituati a percepire il web, vacilla parecchio di fronte a queste analisi.

Per cercare un rimedio a questa situazione, a inizio 2012 abbiamo fondato Ecologie Digitali, una società in grado di creare prodotti e servizi innovativi ed ecosostenibili in grado di trasformare internet in un posto più “verde” e pulito. Siamo partiti cercando una soluzione per l’aspetto più inquinante del settore digitale: le server farm. Strutture che stanno alla base di ogni strumento web e che da sole sono responsabili del 25% di tutte le emissioni nocive dell’ICT.

È nato così il progetto Hosting Sostenibile: server farm alimentata da energia solare in autoconsumo, e cioè immessa direttamente nel circuito che alimenta server, impianti di climatizzazione e sicurezza. Questo ci permette di abbattere all’origine le nostre emissioni inquinanti, senza dover ricorre a fantomatiche compensazioni energetiche, riforestazioni o simili. Non solo, abbiamo allargato il concetto anche ai sistemi hardware (abbiamo creato un’infrastruttura virtualizzata che ottimizza spazi e consumi energetici) e software (utilizziamo infatti solo tecnologie OpenSource per gestire e configurare ogni aspetto dei servizi che offriamo).

Quale è la vostra filosofia?

Come Ecologie Digitali cerchiamo di favorire il passaggio dal bello, al buono, all’utile, per tutto ciò che riguarda il mondo digitale. Creiamo cioè prodotti e servizi che non siano solo piacevoli esteticamente (belli) ed usabili, ma anche sviluppati con coerenza e professionalità (buoni), per migliorare il rapporto tra la tecnologia e chi ne fa uso (utili). Utilizzo un binomio per descrivere il nostro modo di lavorare, affiancando al concetto di Ecologia Energetica (facilmente intuibile dalle nostre scelte di investimento nelle rinnovabili) quello di Ecologia Progettuale: ad esempio utilizzare software e tecnologie OpenSource e realizzare sistemi raggiungibili ovunque sia possibile connettersi ad internet, per rendere Eco-Logico ogni progetto.

Lo sviluppo di internet e dei mestieri ad esso collegati, la digitalizzazione, l’aver reso virtuali molti servizi che prima potevano avere luogo soltanto spostandosi fisicamente da un luogo all’altro, con tutto ciò che ne consegue (traffico, smog, consumi…): tutto questo dovrebbe essere un aspetto positivo in termini di impatto ambientale. È realmente così?

La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: processi come la digitalizzazione documentale o l’ottimizzazione della logistica sono importantissimi per favorire uno sviluppo sostenibile, ma ciò non elimina l’impatto che le nuove tecnologie hanno sull’ambiente. Bisogna quindi favorire la crescita di entrambi gli aspetti per ottenere i migliori risultati sia in termini tecnologici che ambientali.

Che genere di servizi offrite? Perché scegliere Ecologie Digitali?

Il nostro corebusiness attualmente è legato ad Hosting Sostenibile, che in queste settimane stiamo lanciando sia attraverso campagne promozionali online, che partecipando ad eventi e fiere come Ecomondo. Parliamo quindi di servizi professionali di hosting, VPS e reti aziendali. Inoltre, attraverso una rete di collaborazioni con agenzie specializzate e professionisti, offriamo ai nostri clienti tutti i servizi legati a web e webmarketing: dallo sviluppo di siti dinamici, e-commerce e applicazioni mobile, a campagne di promozione su Social Network, generazione e gestione di contenuti ed indicizzazione sui motori di ricerca. I motivi per cui scegliere Ecologie Digitali o uno dei nostri prodotti possono essere molti, anzitutto per aderire ad una visione etica e di sostenibilità a lungo termine, principi che stanno alla base del nostro lavoro. Ed anche perché mettiamo la credibilità nostra e dei nostri clienti al centro di ogni progetto.

Il corretto smaltimento dei rifiuti elettronici è una tematica molto delicata, avete delle procedure in tal senso?

Essendo una società “neonata” non abbiamo ancora dovuto affrontare questioni legate allo smaltimento RAEE: i nostri apparati sono tutti nuovi e di ultima generazione. Ma rimanendo in argomento posso anticipare che abbiamo intavolato un discorso con un’azienda del territorio che opera nel settore della mobilità elettrica, per riutilizzare le batterie esauste dei veicoli all’interno della farm di Hosting Sostenibile. Non posso sbilanciarmi in quanto è un progetto in via di definizione, ma l’idea è quella di dare una “seconda vita” a quelli che sarebbe rifiuti difficili da smaltire.

Con la qualità e la sostenibilità dei vostri servizi riuscirete a tenere testa alla concorrenza degli hosting che tendono sempre più al ribasso?

Crediamo fortemente di sì, facendo forza sulla credibilità del progetto. Il target a cui ci rivolgiamo con Hosting Sostenibile è molto di nicchia, pur dando la possibilità a chiunque di acquistare spazio web sui nostri server: i nostri pacchetti di shared hosting, segmento sul quale si combatte di più, hanno un prezzo decisamente accessibile rispetto al valore aggiunto che possiamo offrire in termini di assistenza e sostenibilità ambientale. Plusvalore che a livello nazionale non sono in molti (forse nessuno) a poter offrire. È vero anche che in questo periodo, soprattutto in Italia, ogni scommessa ha le stesse possibilità di riuscita e fallimento, ma noi siamo ottimisti e le prime risposte del mercato stanno già arrivando.

In bocca al lupo a Beppe e al suo team per questo bellissimo progetto.