Il New York Times le ha inserite nelle 32 innovazioni che cambieranno il nostro futuro: le WikiCells sono un progetto, non più un concept ma qualcosa di concreto; inizialmente pensate per ridurre lo spreco di spazio negli invii di cibo delle spedizioni umanitarie, si sono evolute pian piano – ma anche involute, se vogliamo – nel concetto base: il cibo dovrebbe essere contenuto da se stesso.

Il packaging è un’afflizione del mondo moderno: quanta carta, quanta plastica, quanto alluminio possiamo sprecare per contenere oggetti in sempre più piccole dosi? Il consumismo che ci scorre nelle vene ci porta sempre più vicino all’idea di confezionare i biscotti uno ad uno, le uova una ad una dentro il loro ovetto di plastica con il cartoncino a il marchio tutto intorno.

David Edwards – professore ad Harward – e François Azambourg guardano ad un futuro più roseo; le loro WikiCells sono “come la buccia dell’uva“, dicono; sono formate da sostanze nutritive importanti, tracce di cioccolato, frutta secca, semi, cereali per dare un gusto che si abbini al contenuto al loro interno e molecole ottenute da alghe o umane. Si lavano, esattamente come si laverebbe la buccia di una mela, e si mangia tutto insieme; succo, yogurt, budini, perfino cocktail trovano il loro equilibrio perfetto, senza un solo residuo di plastica, carta o altro sulla coscienza.

Certo, la strada per vederle sul tavolo di un ristorante è ancora lunga… ma è in una gran bella direzione 😉

(via Cool Hunting)